Due docenti delle scuole superiori di Verona, Alberto Zago ed Emanuele Danese, hanno intrapreso un significativo viaggio di ricerca tra Argentina, Uruguay e Brasile. L'obiettivo era documentare le tracce della grande emigrazione veneta in Sud America, a circa 150 anni dall'inizio di questo fenomeno migratorio. Il percorso ha permesso ai due insegnanti di incontrare discendenti degli emigrati, associazioni, studiosi e comunità che, ancora oggi, conservano lingua, memoria e tradizioni profondamente legate al Veneto, come evidenziato da Zago, docente di storia e filosofia in un liceo veronese.

Il percorso e gli incontri in Sud America

Il viaggio ha avuto inizio a Buenos Aires, per poi proseguire in traghetto verso l'Uruguay e, successivamente, in autobus fino al Brasile. Qui, i professori hanno noleggiato un'auto per attraversare il vasto stato del Rio Grande do Sul, concludendo l'itinerario a Rio de Janeiro prima del rientro a Verona. Durante questa esplorazione, Zago e Danese hanno avuto modo di confrontarsi con una vasta gamma di persone: giovani imprenditori, professionisti di diversi settori, un procuratore generale, studenti, archivisti, docenti universitari e di liceo, presidi, vicepresidi, un rettore e persino un vescovo emerito. Zago ha sottolineato come tutti questi individui avessero nei loro alberi genealogici nonni e bisnonni originari di province venete come Belluno, Vicenza, Padova e Verona, testimoniando la persistenza delle radici venete.

La conservazione della lingua e delle tradizioni

Le comunità visitate, spesso alla terza, quarta o quinta generazione, mantengono un legame tangibile con le loro origini. Questo si manifesta nella gastronomia, nella coltivazione di orti e vigneti, nelle canzoni, nelle feste tradizionali e nella diffusa presenza dei leoni di San Marco. Danese ha rimarcato come queste radici siano ancora ben riconoscibili, soprattutto nella radicata fede cristiana e nella lingua. Un aspetto cruciale di questa eredità è la diffusione del “Talian”, un idioma largamente basato sul veneto, ancora parlato da molti discendenti. Durante il viaggio, i docenti veronesi hanno incontrato Marcos Zancan, professore brasiliano e docente di Lingua Veneta all'università Santa Maria.

La presenza dei due insegnanti italiani ha generato notevole interesse tra la stampa e la radio locali. In un momento particolarmente significativo, Zago è stato invitato a intervenire in una trasmissione radiofonica, parlando direttamente in dialetto veneto, quel “Talian” che gli abitanti del luogo conoscono e custodiscono da generazioni, alla presenza del vescovo emerito don Alessandro Ruffinoni. Tutto il materiale e la documentazione raccolti durante questa esperienza saranno impiegati anche in chiave didattica, in particolare all'interno dei percorsi di Educazione Civica, come ha concluso Danese.