Il fine settimana cinematografico italiano si arricchisce con l'uscita di un tris di nuovi titoli, che spaziano dal thriller al dramma favolistico fino all'horror sovrannaturale. Queste proposte cercano spazio in un botteghino già animato dalla competizione tra grandi produzioni come 'L'Odissea' di Christopher Nolan e 'Spider‑Man Brand New Day' di Daniel Cretton, offrendo al pubblico nuove e diverse esperienze narrative.

Tra le novità spicca Borgo, un thriller/drammatico francese diretto da Stéphane Demoustier. Il film vede protagonista Hafsia Herzi nel ruolo di Mélissa, una efficiente agente penitenziaria di trentadue anni.

La sua interpretazione, definita metallica e ultra minimalista, le è valsa un meritatissimo César nel 2025. La trama segue Mélissa che, con il marito Djibril e i due figli, si trasferisce dalla Francia continentale in Corsica per motivi economici, in cerca di un nuovo inizio. Viene assegnata al centro penitenziario di Borgo, vicino a Bastia, un carcere all’avanguardia con equilibri e dinamiche interne particolari. Il film esplora con lucidità tensioni, contaminazioni e il difficile equilibrio tra guardie carcerarie e detenuti, offrendo uno sguardo disincantato sul contesto carcerario corso.

Borgo: ambiguità e dinamiche carcerarie in Corsica

Il film di Stéphane Demoustier offre un'immersione nell’esperienza di chi lavora e vive in un carcere di ultima generazione, evidenziando la complessa ricerca di equilibri tra personale e detenuti.

La performance di Hafsia Herzi è centrale, confermando il suo talento con un César come miglior attrice. La vicenda si svolge nel reale centro penitenziario di Borgo, noto per i suoi sistemi di sicurezza avanzati e la posizione strategica vicino a Bastia, costruito per rispondere alle esigenze di una popolazione carceraria in crescita in Corsica. L'ambientazione corsa sottolinea le difficoltà di inserimento e adattamento di chi proviene dalla Francia continentale a un contesto isolano con specifiche dinamiche sociali e lavorative. Il racconto della protagonista segue le sfide di chi cerca una nuova vita per la propria famiglia, mettendo in luce le tensioni tra aspirazione al benessere economico e situazioni lavorative complesse.

Borgo si inserisce nella tradizione francese del polar carcerario, declinandolo secondo una narrativa contemporanea incentrata sulle problematiche dell’inclusione sociale e del lavoro pubblico, temi particolarmente sentiti nel contesto corso.

Greta e le favole vere, diretto da Berardo Carboni, si rivolge a un pubblico più giovane e familiare. Il film, presentato in anteprima Fuori Concorso alla 56ª edizione del Giffoni Film Festival, vede al centro della storia Greta (Sara Ciocca), una bambina di dieci anni che guarda il mondo con occhi limpidi e determinati. Ispirata dalle battaglie ambientaliste di Greta Thunberg, decide che non basta più osservare, ma bisogna agire. Così, insieme all’amico Sauro (Mattia Garaci), libera un cucciolo di orso polare tenuto prigioniero da due bracconieri.

Questo gesto istintivo è destinato a cambiare tutto. Scoperti e braccati, i due bambini scelgono di non tornare indietro e si lanciano in un’impresa impossibile: riportare l’animale al Polo Nord. Il cast include anche Raoul Bova, Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore.

Greta e le favole vere e Hokum: avventura e incubo

“Greta e le favole vere” richiama l'attualità e il tema ambientale, mettendo in scena personaggi molto giovani che si assumono la responsabilità di un atto rischioso ma motivato da un'urgenza etica. Il viaggio di Greta e Sauro prende la forma di una vera e propria favola moderna, in cui la determinazione dei protagonisti diventa il motore dell’azione e il filo conduttore della narrazione.

A completare la proposta di genere della settimana è Hokum, un horror diretto da Damian McCarthy. La storia segue lo scrittore Ohm Bauman (interpretato da Adam Scott) che arriva in un remoto hotel nel cuore dell’Irlanda per spargere le ceneri dei suoi genitori, che proprio lì avevano trascorso la luna di miele. Quello che dovrebbe essere un semplice viaggio si trasforma rapidamente in un incubo. L’albergo custodisce un segreto che nessuno vuole nominare: al piano superiore, una stanza nuziale è chiusa da anni, e il personale, all’apparenza attento e professionale, sembra voler nascondere qualcosa. Il film utilizza con efficacia atmosfere inquietanti e suggestioni gotiche tipiche dell’ambientazione irlandese per creare una discesa nell’oscurità tra segreti inconfessabili.

Le novità della settimana testimoniano la varietà e vitalità della programmazione cinematografica estiva, con pellicole che dialogano con il presente attraverso prospettive originali e generi diversi. La capacità delle sale italiane di accogliere esperienze narrative eterogenee resta centrale per la promozione del cinema contemporaneo.