La Maison Pierre Cardin ha inaugurato a Venezia, il 3 settembre 2026, Palazzo Cardin, un museo dedicato al suo fondatore. Situato nello storico palazzo del sestiere di Santa Croce, già residenza dello stilista, lo spazio nasce per custodire e valorizzare il suo percorso creativo. L’iniziativa, voluta da Rodrigo Basilicati-Cardin, nipote del couturier e presidente della Maison Pierre Cardin, porta la firma della stessa Maison.
Venezia e l'eredità di Pierre Cardin
Il nuovo progetto culturale colloca al centro Venezia, città profondamente legata alla biografia e all’immaginario di Pierre Cardin.
Il palazzo diventa un luogo di racconto, non solo espositivo: nelle sue sale un itinerario collega abiti, oggetti, arredi e diversi linguaggi. L’apertura del museo nella dimora veneziana rafforza il rapporto tra memoria privata e patrimonio pubblico, trasformando la casa in uno spazio visitabile dedicato alla storia di una firma che ha attraversato moda, design, architettura, arti decorative e spettacolo.
La Maison Pierre Cardin presenta Palazzo Cardin come uno strumento per mantenere vivo il lavoro del fondatore, evitando una semplice celebrazione. Il percorso mira a mostrare la continuità tra sperimentazione, visione e produzione, aspetti che hanno caratterizzato la carriera dello stilista.
L’allestimento valorizza la dimensione trasversale del suo universo creativo: il vestito dialoga con il mobile, l’accessorio con la scena, la linea sartoriale con l’idea di spazio.
Abiti, design e oggetti: il mondo di Cardin
Nel percorso museale, curato da Andrea Burroni, trovano posto circa 350 opere, tra cui 130 abiti da sfilata provenienti da collezioni comprese tra il 1950 e il 2020. Accanto ai capi compaiono elementi di design, mobili, lampade, accessori, cappelli e borse. L’insieme restituisce la varietà di un lavoro che non si è fermato alla moda, ma ha cercato connessioni con l’abitare e la rappresentazione. La presenza di abiti space-age, bubble dress, giacche in vinile e altri capi riconoscibili consente di seguire l’evoluzione di una poetica fondata su forme nette, materiali sperimentali e modernità.