Una vita dedicata all'osservazione dell'umanità quotidiana, spesso rimasta nell'ombra, torna alla luce: Madeleine de Sinéty, fotografa francese (1934-2011), è protagonista della sua prima grande retrospettiva al Jeu de Paume di Parigi, visitabile fino al 27 settembre 2026. L'esposizione parigina offre una riscoperta significativa di un lavoro a lungo semisconosciuto e solitario, solo in parte presentato durante la vita dell'artista, e include una serie di scatti inediti, tra cui immagini a colori esposte per la prima volta.

La biografia di de Sinéty è segnata da luoghi e trasformazioni.

Nata nel 1934 in una famiglia nobile, nel castello di Valmer, nella Valle della Loira, visse la perdita di quel luogo d'origine, distrutto da un incendio quando aveva appena quattordici anni. Dopo gli studi presso la Scuola nazionale di arti decorative di Parigi, si avvicinò rapidamente alla fotografia. Un'esperienza formativa fu il lungo viaggio intrapreso nel 1959 con il giornalista Francoise de Saint Marie, a bordo di una Renault 4 CV, fino a Baghdad: questa avventura segnò l'inizio di una serie di esplorazioni dedicate alla ricerca dell'umanità nel suo vivere quotidiano, osservata con uno sguardo che richiamava un continuo ritratto familiare.

Prima di abbracciare pienamente la fotografia, de Sinéty lavorò a Parigi come illustratrice di moda per diverse riviste.

Sebbene desiderasse scrivere e creare, la prospettiva offerta dalla macchina fotografica prese progressivamente il sopravvento nella sua espressione artistica. Le sue precedenti mostre, come quella alla Bibliothèque nationale de France nel 1996 e al Portland Museum of Art nel Maine nel 2011, si erano concentrate esclusivamente su lavori in bianco e nero. La retrospettiva attuale a Parigi amplia notevolmente la conoscenza della sua opera, affiancando al bianco e nero anche il colore e restituendo al pubblico serie fotografiche finora poco visibili.

Un percorso tra luoghi, temi e incontri

L'allestimento della mostra segue un ordine tematico che si intreccia con i luoghi che l'artista ha attraversato e con le comunità che ha osservato con profonda partecipazione.

All'inizio degli anni Settanta, de Sinéty immortalò la zona intorno alla stazione ferroviaria di Montparnasse, un quartiere parigino che all'epoca era in rapida e profonda trasformazione. Nelle sue immagini emergono muri scrostati, caffè affollati, affissioni e scritte improvvisate: tracce di una Parigi in demolizione, legata a spazi di lavoro e di socialità destinati a cambiare e, in molti casi, a scomparire.

Il suo viaggio fotografico proseguì verso New York, una città nella quale la fotografa soggiornò per un periodo significativo, continuando la sua indagine visiva sull'esistenza umana.