Il direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera, ha risposto il 3 settembre 2026 alla richiesta di issare la bandiera palestinese durante la prestigiosa manifestazione cinematografica veneziana. Interpellato dai giornalisti prima dell’apertura dell’Italian Pavilion al Lido, Barbera ha delineato un chiaro limite istituzionale, affermando che sull’esposizione della bandiera palestinese “non ci sono margini”. La ragione addotta è che la Biennale può esporre unicamente le bandiere degli Stati riconosciuti dal governo italiano.
La posizione del direttore, quindi, non lega la questione a una scelta organizzativa interna della Mostra, ma la connette strettamente al perimetro definito dal riconoscimento statale.
Barbera ha specificato che “La domanda andrebbe rivolta allo Stato italiano”, ricordando che l’Italia non ha ancora formalmente riconosciuto la Palestina. Per la Biennale, ha ulteriormente spiegato, il punto focale rimane il ruolo culturale dell’istituzione: non formulare dichiarazioni politiche dirette né “prendere partito direttamente”, ma operare attraverso la selezione dei film, la tutela della libertà di espressione e la creazione di uno spazio di discussione e confronto aperto e costruttivo.
Questa risposta è giunta nello stesso giorno in cui il collettivo Venice4Palestine ha rilanciato con rinnovata forza la sua richiesta alla Mostra. Il gruppo ha sollecitato la Biennale a issare la bandiera palestinese per l'intera durata residua della manifestazione.
Il collettivo ha richiamato l'attenzione sulla presenza, nella selezione ufficiale, di due film che la Mostra stessa ha indicato come palestinesi. La sollecitazione di Venice4Palestine non si limita a un aspetto meramente protocollare, ma invita l’istituzione ad andare “oltre i protocolli” e a tradurre una posizione pubblica in un gesto concreto e visibile.
La mobilitazione di Venice4Palestine e i film in selezione
Nel rinnovare il proprio appello, Venice4Palestine ha evidenziato che il nuovo testo della richiesta ha superato il migliaio di firme, confermando un ampio sostegno alla loro causa. Il collettivo collega in modo diretto la domanda di esposizione della bandiera alla presenza dei due film palestinesi all'interno della selezione ufficiale del festival.
Questo elemento è considerato da Venice4Palestine parte integrante del contesto culturale e simbolico della Mostra. La richiesta viene, pertanto, posta all'interno dello spazio del festival, dove la provenienza e l’identificazione delle opere cinematografiche partecipano attivamente alla costruzione pubblica del programma e alla sua percezione.
Il collettivo ha inoltre espresso la propria solidarietà agli artisti che si sono esposti pubblicamente sul tema della Palestina, riconoscendo il loro impegno e il coraggio di prendere posizione su una questione così delicata e di grande rilevanza internazionale.