Il film Ink di Danny Boyle ha aperto la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il 2 settembre 2026, alle 17:54. L’opera, con Jack O’Connell (Larry Lamb), Guy Pearce (Rupert Murdoch) e Claire Foy, mette al centro il potere dei media, la figura di Rupert Murdoch e la storia del quotidiano The Sun, inserendosi in un’edizione del festival dedicata a riflessioni sul giornalismo e le sue implicazioni politiche.
Distribuito da Lucky Red, Ink ricostruisce l’acquisizione del quotidiano britannico The Sun da parte di Murdoch nel 1969. Questa operazione lo trasformò in un tabloid di enorme successo, ridefinendo il panorama mediatico del Regno Unito.
La rivoluzione editoriale del Sun
Adattamento dell’opera teatrale di James Graham, il film segue la direzione di Larry Lamb, affidatagli da Murdoch. Il quotidiano fu ripensato con sport, televisione e un linguaggio popolare. Il sensazionalismo e l’uso strategico di immagini furono cruciali per aumentare le vendite e attrarre un pubblico vasto.
La televisione, prima esclusa come concorrente, trovò spazio nel The Sun. Questa svolta si basava sull’idea di offrire al pubblico ciò che desiderava, anche sacrificando prudenza etica e standard giornalistici, per raggiungere grandi numeri di lettori.
Murdoch: rivoluzionario, non "mostro"
Al Lido, Boyle ha chiarito di non voler rappresentare Murdoch come un mero "mostro".
“Non volevamo rappresentare Murdoch come un mostro come molti oggi fanno”, ha detto, evidenziando come all’epoca l’editore fosse percepito come “un alito nuovo” in una società britannica rigida. Boyle ha menzionato i pregiudizi subiti da Murdoch per le sue origini australiane, aggiungendo: “Non gli piaceva certo l’establishment britannico, una cosa che condivido con lui”.
Il film non ignora le conseguenze di questa attitudine ribelle. L’ascesa del The Sun avvenne a discapito del rivale Daily Mirror e di un sistema mediatico considerato paternalista. Questa trasformazione, per Boyle, fu un viaggio che coinvolse molti, poiché Murdoch offrì,