Il festival Danza Urbana celebra il suo trentesimo anniversario, riaffermando la missione originale con cui è nato nel 1997: portare la danza contemporanea negli spazi pubblici e promuovere un dialogo diretto e significativo tra la performance artistica e l'ambiente urbano che la ospita. L'edizione 2026 della rassegna si svolgerà principalmente a Bologna, animando la città dal 4 al 10 settembre, per poi concludersi con un appuntamento speciale a Ferrara il 15 settembre.
Per l'occasione, piazze storiche, rigogliosi parchi, ex chiese cariche di suggestione, importanti musei e altri significativi spazi culturali, dal cuore del centro storico alle aree più periferiche, si trasformeranno nuovamente in palcoscenici diffusi e dinamici.
Questi luoghi accoglieranno artisti e compagnie di spicco della scena della danza contemporanea, sia italiana che internazionale, offrendo al pubblico un'esperienza culturale accessibile e innovativa.
Il programma di quest'anno prevede un totale di 19 spettacoli, distribuiti in dieci diverse location. Durante la presentazione dell'evento, Daniele Del Pozzo, assessore alla Cultura del Comune di Bologna, ha descritto il festival come «un intervento radicale che ha creato l'occasione d'incontro tra artisti con le loro opere e pubblici che magari nei teatri non sarebbero mai entrati». Massimo Carosi, direttore artistico della manifestazione, ha voluto sottolineare la gratuità come elemento distintivo e fondante del progetto: «Dopo trent'anni il festival continua ad accogliere gratuitamente in contrasto con la tendenza odierna di chiudere gli spazi per trarne profitto».
L'apertura ufficiale del festival Danza Urbana è fissata per il 4 settembre alle ore 21:00, presso l'ex Chiesa di San Mattia. L'evento inaugurale sarà la rappresentazione de La Sagra della Primavera di Roger Bernat, una riscrittura audace e contemporanea della celebre opera di Pina Bausch del 1975. In questa particolare versione, il pubblico è invitato a diventare parte integrante della performance, in piena coerenza con l'approccio partecipativo che ha sempre caratterizzato la storia del festival. Il 5 settembre, il programma si sposterà in piazza San Francesco per il debutto in prima nazionale di Desvelo di Alejandro Moya. Sempre nella stessa serata, alle 21:00, l'ex Chiesa di San Mattia ospiterà L’avvenire di Silvia Rampelli/Habillé d’Eau.
La programmazione proseguirà il 6 settembre con diverse proposte culturali: all'Istituto Parri sarà allestita la mostra Staffetta artistica della Resistenza, mentre il DaS presenterà EchoLove e il Collegio Artistico Venturoli accoglierà KMS of Resistance. Il 7 settembre, il MAMbo sarà il palcoscenico per Alien di Manuel Rodriguez e per la proiezione del video Sarkha di Jumana Dabis. Contemporaneamente, nell'ex Chiesa di San Mattia, andrà in scena Fatigue di Irene Russolillo, con una replica prevista per l'8 settembre. Sempre l'8 settembre, il Parco 11 settembre ospiterà due performance: La Plaza_studio di Elisa Sbaragli e Loop Box di Mattia Quintavalle.
Il 9 settembre, Villa Angeletti accoglierà i progetti vincitori o menzionati del concorso Bodyscape/Dancescapes, tra cui Mykestesia, Quasi Niente n°1 e Threshold of Kindness. La chiusura