Il Teatro alla Scala presenta un nuovo allestimento de L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, interamente affidato ai giovani talenti dell’Accademia del teatro milanese. L’opera farà il suo debutto il 5 settembre 2026 alle ore 20:00, con la direzione di Marco Alibrando e la regia di Maria Mauti. Lo spettacolo rimarrà in cartellone per sei recite nella stagione lirica, fino al 16 settembre. Successivamente, la produzione tornerà a dicembre in una versione appositamente adattata per il pubblico dei ragazzi, sottolineando la doppia destinazione di questo progetto: sia il prestigioso palcoscenico della Stagione che l’importante attività di avvicinamento dei più giovani all’arte operistica.

Il ruolo centrale dell'Accademia

Questa nuova produzione del Teatro alla Scala vede il coinvolgimento diretto dell’Accademia Teatro alla Scala in ogni suo aspetto. L’orchestra, il coro, i solisti dell’Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici e i giovani formati nei diversi mestieri dello spettacolo contribuiscono attivamente alla realizzazione dell’opera. Il progetto Accademia, una realtà consolidata da decenni, offre agli allievi l’opportunità unica di misurarsi con una produzione completa, mettendo in pratica la formazione ricevuta nel canto, nella musica, nella scenografia, nei costumi e in tutte le altre competenze tecniche indispensabili per la messa in scena. L’allestimento di quest’anno conferma una tradizione consolidata della Scala: affidare annualmente un titolo alle forze dell’Accademia, fornendo loro un’occasione preziosa per esibirsi davanti al pubblico della Stagione.

La visione artistica e il team creativo

Il titolo scelto è un melodramma giocoso in due atti, basato sul celebre libretto di Felice Romani, una delle opere più amate e rappresentate di Donizetti. La lettura scenica concepita per questa produzione è caratterizzata da un forte richiamo alla natura: le scene, curate da Marco Rossi, sono dominate da un suggestivo campo di grano, elemento visivo centrale dell’intero allestimento. I costumi sono opera di Nicoletta Ceccolini, le luci sono firmate da Peter Van Praet e i movimenti coreografici da Stefania Ballone. La regia è affidata a Maria Mauti, che approda alla Scala dopo significative esperienze come scrittrice e regista di documentari, e dopo aver già curato un allestimento operistico con Norma a Macerata.

Alla guida dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Teatro alla Scala c’è il direttore Marco Alibrando. Nel suo approccio musicale, il direttore ha posto l’accento sulla necessità di alleggerire l’esecuzione e di garantire sempre la massima comprensibilità del testo cantato, un aspetto fondamentale in un’opera dove la chiarezza teatrale del libretto sostiene in modo cruciale il ritmo comico.