Anna Foglietta debutta alla regia con Una Storia, presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia. Il film, che vede protagonisti Alba Rohrwacher e Guido Caprino, è stato accolto al Lido l’8 settembre 2026 e arriverà nelle sale cinematografiche il 24 settembre 2026, distribuito da Bim Distribuzione.
Al centro della narrazione non vi è solo una comune crisi familiare, ma un’indagine profonda sulla perdita del desiderio, la velocità del consumo digitale e la crescente difficoltà di mantenere un ruolo di soggetti consapevoli. Foglietta ha spiegato di non aver voluto raccontare semplicemente “la storia di un marito, di una moglie, di una figlia”, ma di aver cercato di esprimere la propria percezione del mondo contemporaneo: un ambiente frenetico e consumistico, caratterizzato da un incessante scorrimento di contenuti sugli schermi.
Il significato civile e politico del film
In questo contesto, Una Storia assume per la regista un marcato significato civile e politico. Il diritto al sogno, secondo Foglietta, è intrinsecamente legato alla possibilità di concepirsi come individui liberi. La sua sottrazione, ha affermato, coincide con la perdita della “dignità di agenti pensanti, critici, politici”. Il film esplora la fragilità dei protagonisti, collegandola a una progressiva distanza dalla propria interiorità, un tema centrale nella riflessione dell'autrice.
La pellicola è una produzione Ht Film, Indigo Film, Tenderstories e Blu One Lab, realizzata con Rai Cinema e con la partecipazione di Hbo Max. Tra i produttori figura anche l’attrice Valeria Golino.
La trama: una crisi silenziosa nella provincia
L’ambientazione scelta è la provincia, dove si svolge la quotidianità di Erika, interpretata da Rohrwacher, che lavora come cassiera, e Mauro, interpretato da Caprino, impiegato nell’impresa di ristrutturazione del padre e allenatore di una squadra di calcio giovanile. La loro esistenza appare inizialmente ordinata, scandita da abitudini consolidate, gesti di cura reciproca e dialoghi spesso corretti, ma talvolta superficiali.
La svolta narrativa si verifica quando la figlia Irene lascia la casa familiare per proseguire gli studi in un’altra città. Questo evento innesca una progressiva incrinatura nell’equilibrio domestico. Erika si trova a non riconoscere più il senso delle proprie scelte, mentre Mauro, incapace di offrire il supporto desiderato, affronta a sua volta una crisi legata al proprio ambito lavorativo.
Foglietta costruisce così due personaggi che non vivono un conflitto eclatante – si vogliono bene, non si tradiscono, non sono afflitti da malattie – ma che iniziano a interrogarsi su cosa desiderino realmente e quale spazio sia rimasto per i propri sogni più intimi.