Maggie Gyllenhaal, presidente della giuria del Concorso internazionale alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 83, ha affrontato il 2 settembre 2026 al Lido la questione della scarsa presenza di registe in gara per il Leone d’Oro. Durante l’incontro con la stampa, che ha visto la partecipazione anche del direttore Alberto Barbera e dei presidenti delle altre giurie, la regista e attrice ha inizialmente scherzato sulla presunta superiorità maschile nel fare film, per poi ricondurre la discussione a un problema strutturale e profondo dell’industria cinematografica.

La presidente di giuria ha dichiarato esplicitamente che “c'è un problema sistemico”. Gyllenhaal ha collegato questa problematica alla maggiore difficoltà che le donne incontrano nell'ottenere finanziamenti per le proprie produzioni. Ha inoltre sollevato il dubbio che i temi esplorati dalle cineaste, spesso radicati in esperienze di vita diverse, non vengano sempre riconosciuti o considerati alla stregua di arte di alto livello. Ha poi posto l'interrogativo fondamentale su chi detenga il potere di stabilire cosa abbia effettivamente valore artistico, sottolineando la significativa presenza di donne e registe all'interno del panel e della sua stessa giuria.

Il confronto sulla selezione del Concorso

Nel dibattito incentrato sui criteri di selezione del Concorso, Alberto Barbera ha replicato alla domanda relativa a una possibile penalizzazione delle cineaste basata sui soggetti trattati. Il direttore ha chiarito in modo inequivocabile che “nel lunghissimo processo di selezione non c'è nessun pregiudizio su forma o contenuto, l'unico criterio è la qualità del film”. Nonostante questa precisazione, Gyllenhaal ha ribadito la sua posizione riguardo alla persistente confusione su ciò che viene effettivamente valorizzato nel panorama cinematografico. Ha inoltre evidenziato come sia trascorso ancora poco tempo da quando le donne hanno avuto reali opportunità di dirigere film, suggerendo la necessità di abituarsi a modalità di lavoro spesso diverse da quelle maschili.

In questa edizione del Concorso, sono presenti due film diretti o co-diretti da donne. I titoli specificamente menzionati sono Woman Unknown di May el-Toukhy e NAZA, co-diretto da Rachel Szor e Yuval Abraham. Il confronto numerico emerso durante la conferenza stampa ha evidenziato che le cineaste in corsa per il Leone d’Oro sono due, un dato inferiore rispetto alle sei registe che avevano partecipato all’edizione precedente.

Cinema e dimensione politica

Gyllenhaal ha anche risposto a una domanda cruciale sul ruolo del cinema in un periodo globale segnato da numerosi conflitti. La presidente di giuria ha legato intrinsecamente il valore del cinema alla sua dimensione politica, affermando che i film sono fondamentalmente politici quando raccontano onestamente l'esperienza umana e le sue complessità.