Il romanzo "Il maestro del duce" di Alessandro Di Nuzzo, edito da Bompiani, è disponibile in libreria dal 2 settembre 2026. L'opera, di 368 pagine e con un prezzo di copertina di 20 euro, narra la storia immaginaria di Guido Centofanti, un giovane maestro fascista. Nell'anno scolastico 1937-1938, Centofanti decide di lasciare il Nord per un incarico in una "sede disagiata" del Sud Italia, precisamente nel piccolo e fittizio paese di Morra Terzana, incastonato tra le montagne del Cilento. La frase d'apertura, "Entrò in classe per insegnare l’obbedienza", stabilisce il punto di partenza di una vicenda che esplora la scuola come essenziale luogo di confronto e crescita.

Centofanti giunge al suo primo incarico con la ferma intenzione di servire l'Italia fascista, veicolando i precetti del Libro unico, lo strumento pedagogico attraverso cui il regime mirava a plasmare le giovani menti. Nel suo diario, l'annotazione "Domani è il primo giorno" sottolinea l'importanza personale e professionale di questo nuovo inizio. Tuttavia, a Morra Terzana, l'ideologia propagandistica si scontra con una realtà ben diversa: una povertà profonda, un isolamento geografico marcato e una classe elementare composta da ragazzini diffidenti e privi di regole.

L'unica aula scolastica rivela gravi carenze: mancano il ritratto di Mussolini, l'inchiostro per scrivere e, soprattutto, molti alunni, spesso impegnati nei campi ad aiutare le proprie famiglie.

Il maestro si trova così a doverli cercare uno per uno, cercando di stabilire un dialogo e di guadagnare la loro fiducia. È proprio in questo percorso, lui che viene chiamato affettuosamente 'gnor mae (signor maestro), che Centofanti scopre di avere ancora molto da apprendere. Mette in discussione le proprie certezze su chi siano amici e nemici, sull'umanità nascosta nei bambini e sul turbamento che gli provoca l'incontro con una giovane donna, selvatica, analfabeta ma piena di vita.

La genesi di un romanzo tra storia e fantasia

Alessandro Di Nuzzo ha specificato che la vicenda di Guido Centofanti, pur essendo di pura fantasia, affonda le radici in "fonti e testimonianze storiche precise". L'ispirazione iniziale per il romanzo è nata da una fotografia ritrovata anni fa nella casa dei genitori, che ritraeva il padre dell'autore in divisa da balilla.

A questa immagine si sono aggiunte approfondite ricerche: letture di saggi e memoriali dell'epoca, visite a mostre dedicate al Ventennio e alla scuola fascista, l'analisi di materiali scolastici dell'epoca come pagelle e quaderni, e in particolare il ritrovamento del "Libro Unico per la scuola elementare" sui banchi dei mercatini di libri usati. Questi elementi hanno contribuito a costruire un affresco storico dettagliato, pur nella cornice di una narrazione inventata.