La Galleria Borghese ospita l'innovativa installazione filmica di Isaac Julien, intitolata All That Changes You. Metamorphosis. Curata da Lorenzo Giusti, quest'opera si inserisce armoniosamente nel percorso espositivo della mostra "Metamorfosi. Ovidio e le arti", arricchendone il dialogo con il tema della trasformazione continua. L'artista e regista britannico ha concepito questa versione specificamente per gli spazi suggestivi dell'Uccelliera, adattando un progetto originariamente pensato per dieci schermi in una potente esperienza a schermo singolo, capace di interagire profondamente con l'ambiente circostante e con il messaggio centrale dell'esposizione.

Julien ha chiarito che, nonostante l'adattamento del dispositivo di visione, l'essenza dell'opera è rimasta intatta. "Nulla del testo è cambiato rispetto alla versione di Mantova, anche rispetto alla lunghezza e alla colonna sonora", ha sottolineato l'artista. L'intervento si è concentrato esclusivamente sulla modalità di fruizione, passando da una complessa struttura a dieci schermi a un'unica proiezione, con modifiche minime volte a preservare integralmente le sfumature narrative e visive originali. La mostra principale, "Metamorfosi. Ovidio e le arti", è visitabile alla Galleria Borghese fino all'11 ottobre 2026, mentre l'installazione di Julien sarà disponibile dal 15 settembre al 25 ottobre 2026.

Il Cuore Filosofico dell'Opera: Il Mutamento Costante

Al centro di All That Changes You. Metamorphosis vi è una profonda riflessione sul mutamento, un concetto espresso dalla massima "in tutta la creazione non c’è niente di costante, tutto scorre". Questo pensiero, che affonda le radici nell'antichità con figure come Eraclito e Ovidio, viene qui riletto e attualizzato attraverso un linguaggio immersivo. L'opera si sviluppa attraverso immagini in movimento, arricchite da significativi riferimenti filosofici e da affascinanti suggestioni fantascientifiche. Lo stesso Julien evidenzia come il concetto di cambiamento si estenda anche alla natura dell'arte stessa, affermando che "anche l’arte cambia continuamente e cambia la presentazione di quest’opera", riferendosi all'evoluzione dal progetto iniziale a dieci schermi alla sua attuale configurazione per l'Uccelliera.

Le Protagoniste: Dee e Guerriere della Trasformazione

Le figure centrali dell'installazione sono interpretate dalle attrici Sheila Atim e Gwendoline Christie. Scelte dall'artista per la loro presenza scenica e la loro capacità espressiva, vestono i panni di due figure ultraterrene e profetiche, quasi delle vere e proprie dee che guidano lo spettatore attraverso il racconto visivo. Julien ha motivato la scelta di Christie, nota al grande pubblico anche per il suo ruolo di Brienne nella celebre serie "Il Trono di spade", sottolineando come l'attrice incarni "questa immagine da dea" unita a quella di una "donna guerriera". Analogamente, Atim, attrice di origini ugandesi e naturalizzata britannica, è stata selezionata per la sua notevole forza interpretativa e il suo profilo scenico, richiamando il suo contributo in opere come "The Woman King", film che ha esplorato le figure delle amazzoni africane.