Il film La ragazza con la Leica, diretto da Alina Marazzi, ha aperto in concorso la sezione Orizzonti della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia il 2 settembre 2026. Questa opera cinematografica porta sullo schermo la storia di Gerda Taro, fotografa tedesca ampiamente riconosciuta come la prima fotoreporter donna a morire su un campo di battaglia. La sua vita fu tragicamente interrotta nel 1937, a soli 26 anni, quando fu travolta da un carro armato a Brunete mentre documentava la guerra civile spagnola. Taro aveva precedentemente maturato una significativa esperienza al fianco del suo compagno e partner professionale, Robert Capa.

Per decenni, gran parte del lavoro fotografico di Taro è rimasto parzialmente disperso, riemergendo in modo più ampio solo negli anni Novanta. Il film di Marazzi si propone di restituire visibilità a una figura che era rimasta a lungo in ombra. Durante la conferenza stampa al Lido, la regista ha sottolineato come il progetto sia profondamente connesso alla riscoperta dell'eredità e della memoria della fotografa. Marazzi ha ribadito l'importanza di "restituire voce e visibilità" a coloro che hanno posseduto una visione del mondo così unica.

L'ispirazione: il romanzo di Helena Janeczek

La ragazza con la Leica trae liberamente ispirazione dall'acclamato romanzo omonimo di Helena Janeczek, pubblicato da Guanda e insignito del prestigioso Premio Strega.

Questo adattamento cinematografico trasporta gli spettatori nella Parigi del 1937, ritraendo una giovanissima Gerda Taro alla vigilia della sua partenza per tornare sul fronte spagnolo della guerra civile. La narrazione esplora il suo precoce impegno politico a Lipsia, i difficili anni dell'esilio, le sue relazioni personali e l'incontro cruciale con il fotografo ungherese Endre Erno Friedmann, il quale, anche grazie al consiglio di Gerda, avrebbe poi adottato l'iconico pseudonimo Robert Capa.

Il film unisce magistralmente elementi di finzione a autentici materiali d'archivio, creando un'esperienza ricca e immersiva. Il suo cast internazionale include talenti come Emilia Schüle, Aaron Altaras, Luna Wedler e Lucas Englander.

La produzione è frutto di una significativa collaborazione italo-tedesca, che vede coinvolte Vivo Film con Rai Cinema, Komplizen Film e Zdf/Arte, in associazione con Eolo Film Productions, Film i Väst e Zentropa Sweden. L'uscita in sala è anticipata per l'inizio del 2027, con distribuzione a cura di Bim.

La genesi del progetto e la figura di Gerda Taro

Alina Marazzi, che ha anche co-firmato la sceneggiatura insieme a Valia Santella, ha collegato la genesi del progetto cinematografico alla profonda lettura del romanzo di Janeczek e alla intrinseca complessità della figura di Gerda Taro. La regista ha rivelato di conoscere già alcuni degli scatti più iconici della fotografa, ma è stato il libro a offrirle una dimensione più contemporanea del personaggio, permettendole di esplorarne a fondo la storia e il significato.