Il film “Uno si distrae al bivio”, prodotto da Caucaso e diretto dalla regista lucana Alessandra Lancellotti, si prepara al suo debutto mondiale. L’opera sarà presentata l’11 settembre alle Notti Veneziane, evento che si svolge nell’ambito della 83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Questo atteso lungometraggio è un profondo omaggio a Rocco Scotellaro, figura emblematica che fu poeta, scrittore, sindaco, militante e politico lucano. Al centro della narrazione vi è un’interrogazione fondamentale: cosa resta di una civiltà millenaria dopo la conclusione della lotta per la terra e il tramonto dell’illusione industriale che ha segnato il Novecento?
La realizzazione del film ha beneficiato della supervisione artistica di Enrico Masi e del montaggio curato da Esmeralda Calabria.
La figura di Scotellaro emerge nel film non solo attraverso la sua biografia, ma come un simbolo potente, la cui vicenda umana e politica si intreccia indissolubilmente con i paesaggi della Lucania. La regista Lancellotti ha descritto la sua opera come un “western contadino cantato”, un genere che reinterpreta in chiave originale l’epica del territorio. Lancellotti sottolinea come la figura di Scotellaro possa ancora oggi ispirare, specialmente tra i giovani e in contesti territoriali marginali, un forte senso di appartenenza alle comunità. Ha affermato che per chi si sente smarrito e senza futuro, in particolare nei luoghi più isolati, Scotellaro rappresenta un vero e proprio “amuleto”, un punto di riferimento per ritrovare la propria strada e il proprio impegno civico.
Il western contadino e la Lucania di frontiera
L’opera cinematografica di Lancellotti rielabora con audacia i codici dell’epica classica e del genere western, trasferendoli sapientemente nel contesto del paesaggio rurale lucano. La regista identifica la Lucania interna come un autentico territorio di frontiera, caratterizzato da un relativo isolamento dovuto alla sua posizione, non attraversata dalle principali arterie di trasporto. In questa peculiare ambientazione, la dimensione western si manifesta in modo del tutto innovativo, distaccandosi dalle icone tradizionali del genere. Non sono i cavalli a dominare la scena, ma gli asini; non le pistole, ma i canti. Questi elementi, profondamente radicati nella cultura contadina e musicale del luogo, diventano i veri protagonisti di un racconto visivo ed emotivo che valorizza l’autenticità del territorio.
La musica, in particolare il canto, assume un ruolo di primaria importanza all’interno della narrazione. Essa viene associata alla lingua stessa dei contadini e alla ricca memoria orale delle comunità rurali, fungendo da veicolo per trasmettere storie e tradizioni. Lancellotti connette il suo film al più ampio tema del tramonto della civiltà contadina, un fenomeno che ha visto lo svuotamento delle campagne nel corso del Novecento e la conseguente ascesa del mito industriale. Nel suo racconto, la Lucania si trova ad affrontare la sfida di un futuro post-rurale, un’evoluzione che rischia di allontanare il paesaggio dalla sua vocazione agricola originaria. La regista evidenzia con forza la necessità di mantenere un legame profondo con la terra fertile e di preservare, in tutto il Sud Italia, un vitale laboratorio di pensiero, senso critico e civico, oltre che di sperimentazione culturale e artistica.
Questo impegno è visto come essenziale per affrontare le sfide contemporanee e future del territorio.
Programmazione e dettagli dell'opera
Nel ricco programma delle Notti Veneziane 2026, il film “Uno si distrae al bivio” sarà presentato al pubblico. Il suo titolo internazionale, che ne facilita la diffusione oltre i confini nazionali, è parte integrante della scheda dell'opera, fornendo un ulteriore elemento di riconoscimento per gli spettatori e gli addetti ai lavori internazionali.