Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino e la Fondazione Torino Musei presentano in Corea del Sud il progetto espositivo internazionale Adapted Sceneries. Second Chapter: from Turin to Gwangju. La mostra, che inaugura il 5 settembre 2026 alla Galleria 6 del Gwangju Museum of Art, prosegue il dialogo culturale tra Torino e Gwangju, avviato con il Patto di collaborazione siglato dalle due città nel 2024. Questa iniziativa, sostenuta dalla Città di Torino, conferma la proiezione internazionale della Fondazione Torino Musei e si propone di raccontare Torino e il Piemonte dagli anni Sessanta a oggi attraverso il paesaggio come spazio in continua trasformazione.
Curato da Davide Quadrio e Anna Musini, con il prezioso contributo dello studio di architettura torinese Brh+, il progetto Adapted Sceneries. Second Chapter rappresenta la prosecuzione ideale della mostra Adapted Sceneries, che nel 2025 ha visto il MAO ospitare opere provenienti dalle collezioni del museo di Gwangju. Questa nuova e significativa tappa compie un percorso inverso: porta infatti in Corea del Sud una profonda riflessione sulla storia artistica, culturale e socio-politica di Torino e del Piemonte, coprendo il periodo dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri. L'esposizione pone al centro il concetto di paesaggio, inteso come uno spazio dinamico e costantemente modificato da fattori quali l'industria, le modalità dell'abitare, la memoria collettiva e le diverse pratiche artistiche.
L'intero percorso espositivo si articola attorno a quattro nuclei principali, sapientemente riuniti in un'unica installazione immersiva. Il primo di questi è interamente dedicato all'innovativo progetto di Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia d’Isola per Talponia, il celebre complesso residenziale realizzato a Ivrea. Questa struttura fu concepita per accogliere dipendenti e ricercatori della storica azienda Olivetti. La sezione dedicata a Talponia offre al visitatore una narrazione approfondita attraverso la presentazione di riedizioni degli arredi originali, suggestive fotografie di Gianni Berengo Gardin e preziosi materiali d'archivio provenienti dall'Archivio Gabetti e Isola. L'obiettivo è quello di illustrare il profondo rapporto tra architettura, il mondo del lavoro e la qualità della vita, elementi distintivi dell'esperienza industriale e culturale di Ivrea, riconosciuta come sito UNESCO.
Il viaggio espositivo prosegue con la sezione dedicata a U., l'acclamata performance musicale di Alessandro Sciarroni, artista insignito del Leone d’Oro alla carriera per la danza alla Biennale di Venezia nel 2019. In mostra sarà proiettato l'ultimo canto dell'opera Cantico, offrendo uno spaccato della sua ricerca artistica. Un ulteriore nucleo è dedicato ai video della serie Ephemeris di Giuseppe Penone, figura emblematica e centrale dell'Arte Povera. Questi lavori esplorano in profondità il rapporto intrinseco tra corpo, materia e natura, manifestato attraverso il gesto creativo dell'artista. A completare l'articolato progetto espositivo è una nuova composizione sonora, appositamente commissionata a Caterina Barbieri.
Quest'opera è stata concepita per offrire un'esperienza immersiva e profondamente intima, focalizzata sui temi universali della memoria, del tempo e della percezione sensoriale.
Il dialogo culturale tra Torino e Gwangju
Il progetto Adapted Sceneries. Second Chapter: from Turin to Gwangju, come anticipato, rappresenta il "percorso inverso" rispetto alla prima tappa ospitata al MAO nel 2025, dove furono esposte opere provenienti dalle collezioni del museo coreano. Questa iniziativa consolida ulteriormente il Patto di collaborazione siglato nel 2024 tra le due città, rafforzando i legami culturali e promuovendo uno scambio artistico bidirezionale. L'esposizione, attraverso le sue diverse sezioni, invita il pubblico a una riflessione sul paesaggio piemontese non solo come scenario naturale, ma come entità viva e mutevole, plasmata dalla storia, dall'innovazione industriale e dalla creatività artistica contemporanea. L'evento sottolinea l'impegno della Fondazione Torino Musei nella promozione internazionale del patrimonio culturale torinese.