Il Comune di Marradi, insieme alla Fondazione Marradi Cultura - Dino Campana e al Centro Studi Campaniani Enrico Consolini, ha formalmente richiesto il ritorno delle spoglie di Dino Campana nel suo paese natale. Questa significativa iniziativa, che pone al centro la memoria di uno dei maggiori poeti italiani del Novecento, intende valorizzare il profondo rapporto tra Marradi, la vita dell'autore e la vicenda editoriale dei suoi celebri Canti Orfici.

La richiesta è stata formalizzata attraverso una lettera, firmata simbolicamente il 20 agosto – giorno del genetliaco campaniano – e successivamente inviata a figure istituzionali chiave: il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la sindaca di Scandicci Claudia Sereni e il vescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli.

Il sindaco di Marradi Tommaso Triberti, il presidente della Fondazione Marradi Cultura - Dino Campana Riccardo Nencini e il presidente del Centro Studi Campaniani Enrico Consolini Walter Scarpi sono stati i firmatari di questo appello.

I promotori sostengono che l'attuale collocazione delle spoglie, legata al luogo della morte del poeta e alla sua degenza nell'ospedale psichiatrico di Castelpulci, situato vicino a Badia a Settimo, rischia di mantenere in primo piano un'associazione prevalente tra la figura di Campana e la sua condizione di malattia. L'obiettivo dichiarato è invece quello di riportare le spoglie nel luogo dove Campana è nato e cresciuto, per restituire centralità alla sua identità poetica e al suo inestimabile contributo alla letteratura.

Il cuore della richiesta è riassunto in una formula incisiva: “Più che alla storia della psichiatria, Dino Campana appartiene alla storia della poesia”. L'iniziativa non si propone come una controversia nei confronti del Comune di Scandicci, di cui i firmatari riconoscono e apprezzano la cura e il valore nella custodia della memoria del poeta. Piuttosto, viene presentata come un “atto di giustizia culturale”, mirato a sottrarre la memoria di Campana a una lettura dominata dalla sua condizione clinica e a enfatizzare la sua opera.

Marradi occupa un posto decisivo in questa proposta, non solo come paese dell'infanzia e della formazione del poeta, ma anche come luogo dove, nel 1914, prese forma la storia editoriale dei Canti Orfici.

Il libro fu stampato grazie a una significativa colletta di 44 residenti, un dettaglio che i promotori richiamano per sottolineare il profondo e autentico legame tra la comunità locale e l'opera di Campana. Nella lettera, Marradi è indicata come il luogo che conserva una parte fondamentale della memoria campaniana e i firmatari si sono detti disponibili a un percorso condiviso e collaborativo con la Regione Toscana, il Comune di Scandicci e la diocesi di Firenze per concretizzare questa iniziativa.