La cancellazione della mostra del Metropolitan Museum of Art dedicata a John Galliano ha innescato un'ampia discussione, spostando l'attenzione su Anna Wintour, indicata come la principale sostenitrice dell’iniziativa e figura centrale del Met Gala. Il 2 settembre 2026, a New York, il caso ha assunto una dimensione che va oltre il semplice annullamento di un’esposizione prevista a sette mesi dall’inaugurazione. Ora, al centro del dibattito, vi è la tenuta reputazionale del gala, l’appuntamento simbolo che ogni primo lunedì di maggio apre la stagione espositiva del Costume Institute.
Il Contesto della Cancellazione
La mostra su Galliano, intitolata John Galliano: Horizons, avrebbe dovuto rappresentare il grande evento di inizio maggio del Met, uno dei musei più rilevanti a livello globale. Tuttavia, il progetto è stato travolto da un’ondata di polemiche, scaturite dalle passate dichiarazioni antisemite e razziste dello stilista, emerse tra il 2010 e il 2011, periodo in cui Galliano ricopriva ruoli di vertice creativo presso Dior. A seguito di discussioni con il designer, il museo ha annunciato che l’esposizione non avrà luogo e sarà sostituita da un’altra rassegna.
Il Ruolo di Anna Wintour e il Futuro del Gala
La vicenda coinvolge direttamente Anna Wintour, ex direttrice di Vogue e attuale responsabile dei contenuti globali di Condé Nast.
Da ben 31 anni, la sua figura è indissolubilmente legata al Met Gala, un evento spesso paragonato per visibilità al red carpet degli Oscar e che da sette decenni rappresenta una fonte cruciale di finanziamento per il Costume Institute. Nel dibattito newyorkese, si è fatta strada persino la richiesta di cancellare l’intero gala, già oggetto di critiche in quanto percepito come una mera passerella per ricchi e famosi e contestato nell’ultima edizione per la sponsorizzazione di Jeff Bezos e Lauren Sanchez.
Ufficialmente, la festa rimane fissata per il primo lunedì di maggio. Tuttavia, le critiche più accese si sono concentrate sulla decisione di incentrare una mostra personale su John Galliano, lanciata proprio dal gala, considerando le controversie che lo hanno riguardato.
Le Voci Critiche sul New York Times
La giornalista Robin Givhan, premio Pulitzer ed ex fashion editor del Washington Post, ha espresso la sua posizione sul New York Times, sostenendo che l’appuntamento da annullare avrebbe dovuto essere il gala stesso, piuttosto che la mostra. L'obiettivo sarebbe stato quello di evitare che l’analisi di un capitolo oscuro della moda si trasformasse in una celebrazione. Givhan ha sollevato un interrogativo pungente: «Possibile che la lealtà verso un amico talentuoso ma problematico le abbia annebbiato il giudizio?».
A questa critica si è aggiunta quella del columnist Bret Stheq, il cui intervento contribuisce ad amplificare il dibattito in corso.