Un caso di speculazione immobiliare ha acceso il dibattito alla Mostra del Cinema di Venezia, riaprendo la discussione sui costi degli alloggi al Lido e sull'accessibilità dell'evento per giovani e addetti ai lavori. Il 2 settembre 2026, la denuncia di Olivia Alighiero, figura storica dell'ufficio stampa del cinema italiano, è diventata virale sui social media.

Alighiero ha raccontato di aver ricevuto una proposta di alloggio giudicata inaccettabile mentre cercava una sistemazione al Lido durante il Festival: una poltrona reclinabile, offerta a 50 euro al giorno.

Questa soluzione, ben lontana da una camera tradizionale, era collocata in uno spazio che includeva anche un armadio e un attrezzo ginnico, evidenziando una situazione di precarietà.

La controversa offerta di alloggio

La segnalazione di Alighiero non si concentra esclusivamente sul prezzo, ma soprattutto sull'inadeguatezza della proposta. La poltrona, descritta come reclinabile e pensata per il riposo di persone anziane, non risponde ai requisiti minimi di un alloggio dignitoso per chi partecipa o lavora al Festival. L'annuncio, specificamente legato al periodo della Mostra, includeva inoltre elementi estranei a una normale sistemazione, come un attrezzo per l'esercizio fisico, rendendo lo spazio ancora più improprio.

L'episodio è stato presentato da Alighiero come un chiaro esempio della speculazione immobiliare che si verifica al Lido durante la Mostra, quando l'area si riempie di professionisti, studenti, appassionati e operatori del settore. La denuncia ha avuto particolare risonanza poiché proviene da una personalità che frequenta il Festival da decenni e ne conosce profondamente il valore culturale e professionale. Il suo racconto non intende sminuire il prestigio internazionale dell'evento, ma piuttosto evidenziare una conseguenza diretta: l'esclusione o la costrizione ad accettare soluzioni inadatte per chi non dispone di elevate risorse economiche.

Il rischio per l'accessibilità del Festival

La problematica degli alloggi ha un impatto significativo sulla possibilità di vivere la Mostra non solo come vetrina cinematografica, ma anche come fondamentale luogo di formazione e incontro.

L'aumento dei prezzi e la proliferazione di offerte precarie rendono la partecipazione sempre più difficile per chi si affaccia al settore, per i giovani talenti e per coloro che operano dietro le quinte. La denuncia di Alighiero sottolinea proprio questo aspetto cruciale: un Festival che aspira a essere aperto e inclusivo dovrebbe garantire anche alle nuove figure professionali la possibilità di frequentarlo senza dover affrontare costi sproporzionati.

La Mostra di Venezia rimane uno degli appuntamenti più importanti per il cinema internazionale e il Lido, nei giorni dell'evento, si trasforma in un crocevia culturale e professionale di enorme rilevanza.