A Torino prosegue il progetto di restauro e valorizzazione di Palazzo Madama. Il 3 settembre 2026 è in corso il trasferimento delle quattro statue allegoriche monumentali del Buon Governo, della Giustizia, della Liberalità/Magnanimità e dell’Abbondanza nella galleria Carlo Emanuele I del palazzo, individuata come nuova collocazione definitiva degli originali. Le opere, già sulla facciata juvarriana, entrano così in uno spazio destinato a far parte del futuro percorso museale.

La galleria Carlo Emanuele I risulta ancora interessata dai lavori di musealizzazione e allestimento.

Nel piano di riqualificazione, lo spazio ha il compito di mettere in relazione le origini romane della città, l’evoluzione del palazzo e la nascita della Torino capitale. Il trasferimento delle statue si inserisce quindi nel percorso più ampio che riguarda nuovi spazi interni, architettura storica, collezioni e racconto museale di Palazzo Madama.

La nuova collocazione degli originali e le copie sulla terrazza

Le quattro statue erano state rimosse nel luglio 2022 dalla balaustra del corpo centrale della facciata juvarriana. Dopo la rimozione, le opere sono state sottoposte a un intervento articolato di restauro, consolidamento e messa in sicurezza. La nuova collocazione nella galleria Carlo Emanuele I consente la conservazione degli originali all’interno del palazzo, in un ambiente collegato al percorso di visita in corso di definizione.

Il progetto prevede un ulteriore passaggio nel mese di ottobre, con il posizionamento sulla terrazza delle copie delle quattro statue. L’intervento ha l’obiettivo di restituire alla facciata la configurazione monumentale e, nello stesso tempo, di garantire una conservazione più adeguata degli originali nella galleria. Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei, ha collegato lo spostamento alla necessità di «recuperare nuovi spazi del palazzo e rafforzare il legame tra architettura, collezioni e storia della città».

Il cantiere della facciata juvarriana e la sua documentazione

Il restauro della facciata juvarriana è stato promosso dalla Fondazione Torino Musei e sostenuto dalla Fondazione CRT. Il volume I marmi del Re, pubblicato da Electa e curato dall’architetto Gianfranco Gritella, documenta