Pamela Anderson è stata protagonista alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha presentato Place to Be, un road movie di Kornél Mundruczó proiettato fuori concorso. Nel film, l’attrice recita accanto aEllen Burstyn, Leone d’oro alla carriera 2026, e Taika Waititi. Anderson interpreta Molly, la figlia di Brooke, personaggio affidato alla Burstyn, in una storia che vede Brooke e Nelson (Waititi) uniti nell’intento di riportare al proprietario un piccione da gara smarrito.
La sua presenza a Venezia si inserisce in una significativa fase di rilancio per la carriera di Anderson.
Pur con oltre quaranta titoli tra cinema e televisione, l’attrice è rimasta a lungo associata nell’immaginario pubblico al ruolo nella serie Baywatch. La svolta è arrivata con The Last Showgirl di Gia Coppola, che le ha procurato una candidatura ai Golden Globe. A questo successo sono seguiti altri progetti, tra cui il sequel di Una pallottola spuntata con Liam Neeson e Rosebush Pruning di Karim Aïnouz, presentato a Berlino.
Il premio Amfar e la Mostra di Venezia
Il debutto di Place to Be segue di pochi giorni il premio ricevuto alla sesta edizione del gala Amfar Venezia. L’evento benefico, organizzato al Molino Stucky per la raccolta fondi contro l’AIDS, è stato presentato da Taika Waititi. La serata si è svolta il 6 settembre 2026, durante l’83esima Mostra del Cinema di Venezia, e ha visto l’assegnazione a Pamela Anderson dell’amfAR Award of Courage 2026.
I biglietti per l'evento partivano da 4.000 euro, con tavoli fino a 100.000 euro.
Durante il gala, l’attrice, classe 1967, ha ricordato la diagnosi di epatite C ricevuta alla fine degli anni Novanta. All’epoca, ha spiegato, non c’era una cura e la prospettiva di vita era molto limitata, definendola una “condanna a morte”. Anderson ha collegato quella diagnosi alle scelte successive, spinta dal timore per i suoi figli. Ha poi ricordato l’arrivo di una cura dieci anni dopo, dichiarandosi oggi guarita e non più una vittima.