Sigfrido Ranucci è intervenuto con un lungo e incisivo post, il 1 settembre 2026, esprimendo la sua ferma opposizione alla nomina di Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti quali nuovi conduttori di Report. L’ex volto storico del programma ha risposto alle dichiarazioni rilasciate da Piervincenzi a Domani, contestando apertamente la scelta della Rai. La sua critica non si è rivolta alla professionalità dei due giornalisti, ma all’idea stessa di affidare loro la guida di una trasmissione d’inchiesta che vanta una storia consolidata e un metodo maturato nel tempo.
La critica alla nomina e al merito
Ranucci ha voluto chiarire il significato della parola “mediocre”, precisando che il termine è stato impiegato per definire la decisione aziendale e non le capacità individuali dei professionisti. Nel suo intervento, ha insistito con forza sul concetto di merito e sull’indispensabile esperienza necessaria per assumere la conduzione di un programma come Report. Ha inoltre contestato il richiamo della Rai al concorso vinto dai due giornalisti, sostenendo che tale selezione valutasse abilità diverse da quelle richieste per un programma di prima serata fondato su inchieste lunghe e complesse, che necessitano di una profonda conoscenza delle dinamiche interne e del rigore investigativo.
Le osservazioni su Piervincenzi e Presutti
La parte più diretta del post ha riguardato specificamente Piervincenzi e Presutti. A Daniele Piervincenzi, Ranucci ha attribuito un passaggio limitato all’interno del mondo di Report, citando un servizio che non è mai andato in onda e un lavoro collocato nei Lab, quindi al di fuori del nucleo principale e operativo del programma. Su Giulia Presutti, il tono è diventato più personale: l’ex conduttore ha ricordato di aver creduto nelle sue qualità, ma le ha rimproverato di aver tenuto nascosto l’accordo sulla conduzione sia ai colleghi che a lui stesso. Questa condotta, secondo Ranucci, ha aperto una frattura significativa all’interno della redazione, minando la fiducia e la coesione del gruppo di lavoro.
Il peso della squadra storica e l'identità del programma
Nel suo post, Sigfrido Ranucci ha collegato la polemica alla propria lunga e consolidata storia professionale. Ha ripercorso il suo ingresso in Rai 36 anni fa, le significative esperienze maturate tra Tg3, Rainews24 e il ruolo di inviato, ricordando servizi cruciali nei Balcani, a New York nel 2001, in Iraq nel 2003 e a Sumatra nel 2005. Ha rivendicato con orgoglio l’arrivo a Report nel 2006 e i dieci anni trascorsi al fianco di Milena Gabanelli, definendoli una vera e propria formazione sul campo. Un percorso fatto di rigore, precisione nella scrittura, un rapporto costante e profondo con gli inviati e una strenua difesa del lavoro collettivo e d'inchiesta.
La vicenda si inserisce in un clima di tensione palpabile all’interno della redazione della trasmissione, dove il nodo della nuova conduzione rimane al centro di un acceso confronto interno. Ranucci ha presentato la scelta della Rai non come una semplice rotazione di personale, ma come un passaggio cruciale, capace di incidere profondamente sull’identità stessa del programma e sui suoi valori fondanti.