Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, ha espresso forti critiche in merito alla recente 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Intervenendo il 13 settembre 2026 in collegamento con la festa nazionale dell’Udc a Roma, Salvini ha dichiarato di aver seguito l'evento "da appassionato", ma di aver percepito un'atmosfera che lo rendeva "tutto fuorché un festival del cinema". Le sue osservazioni si sono concentrate sul dibattito tra posizioni pro-Palestina e la necessità di equilibrio, richiamando la strage del 7 ottobre 2023.
Salvini ha collegato la sua valutazione alla diffusa presenza di iniziative e manifestazioni a favore della Palestina, menzionando "pro Pal ovunque" e "standing ovation per i pro Pal". Il leader leghista ha poi richiamato con forza la data del 7 ottobre 2023, sottolineando come in quel giorno si sia verificata "la più grande strage di ebrei dal dopoguerra a oggi". In virtù di questo tragico evento, ha ribadito l'importanza di un "equilibrio" nel dibattito pubblico.
La dichiarazione del vicepremier ha toccato un punto particolarmente sensibile, richiamando il tema dell'antisemitismo e della memoria storica. Salvini ha concluso il suo intervento affermando che "la caccia agli ebrei nel 2026 ci riporta indietro a un passato drammatico".
Queste affermazioni si inseriscono in un contesto festivaliero dove il dibattito sulla guerra, la situazione in Medio Oriente, la rappresentazione della Palestina e le posizioni degli artisti hanno animato numerosi momenti pubblici della rassegna cinematografica.
Il contesto della Mostra di Venezia e il dibattito pubblico
La 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si è tenuta al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026. Organizzata dalla Biennale di Venezia e diretta da Alberto Barbera, la manifestazione mantiene la sua vocazione di festival dedicato alla promozione e alla diffusione del cinema internazionale. Il programma include sezioni competitive e non competitive, proiezioni aperte al pubblico, attività per gli accreditati e si conclude tradizionalmente con la cerimonia di premiazione dei film vincitori.
Questo contesto istituzionale è fondamentale per comprendere la portata della polemica. La Mostra di Venezia, infatti, non si configura unicamente come una vetrina per film, registi e interpreti, ma rappresenta anche un importante spazio dove il cinema si confronta apertamente con le questioni politiche e sociali più attuali. Le dichiarazioni di Salvini si collocano proprio in questa dinamica, evidenziando la tensione tra la dimensione del festival come luogo di espressione artistica e la sua inevitabile interazione con il dibattito pubblico contemporaneo.