L'ottava edizione di Mo’delaine, il festival della lana di Valgrisenche, si è conclusa con un notevole successo, registrando oltre 500 presenze nel fine settimana del 29 e 30 agosto 2026. La manifestazione, curata dalla cooperativa Les Tisserands, ha attratto nel comune valdostano circa 40 artigiani provenienti da diverse regioni italiane – Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino – e dalla Francia. L'elevata affluenza ha portato al tutto esaurito nelle strutture ricettive locali, confermando l'importanza dell'evento per il turismo della valle.
Accanto all'area espositiva dedicata ai prodotti e alle lavorazioni artigianali, il programma ha offerto laboratori creativi che hanno coinvolto attivamente circa 100 partecipanti, tra adulti e bambini, desiderosi di scoprire le tecniche e le potenzialità della lana.
Il tema centrale di questa edizione è stato l'Anno internazionale dei pascoli e dei pastori, proclamato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Questa tematica è stata approfondita attraverso la suggestiva mostra fotografica "Popoli e terre della lana" di Mauro Vitale e la proiezione del documentario "Civiltà transumanti" di Anna Kauber, offrendo spunti di riflessione sulla cultura e le tradizioni legate al mondo pastorale.
La risonanza di Modelaine: artigianato e cultura alpina
La presenza di espositori provenienti da più regioni italiane e dalla Francia ha conferito alla manifestazione un respiro ampio, consolidando il suo ruolo come evento di riferimento nel settore della lavorazione della lana, dell'artigianato di qualità e della cultura alpina.
I laboratori, pensati per coinvolgere attivamente famiglie, adulti e bambini, hanno affiancato la parte fieristica con attività pratiche dedicate alla materia prima e alla sua trasformazione, rendendo l'esperienza educativa e interattiva per tutti i partecipanti.
Luana Usel, rappresentante della cooperativa Les Tisserands, ha espresso grande soddisfazione per l'esito dell'evento. Ha sottolineato come, nonostante le risorse umane ed economiche limitate impiegate per l'organizzazione, il risultato ottenuto sia stato "quasi un miracolo", evidenziando l'impegno e la passione profusi. Usel ha inoltre collegato l'elevata affluenza al lavoro costante svolto negli anni e alla crescente capacità del festival di attrarre un pubblico che sceglie di soggiornare in valle, generando così positive ricadute economiche sulle strutture ricettive e sull'intero tessuto economico del territorio.
Il focus sull'Anno internazionale dei pascoli e dei pastori
L'edizione 2026 di Mo’delaine ha saputo integrare il festival della lana nel più ampio e significativo contesto dell'Anno internazionale dei pascoli e dei pastori. Il programma culturale ha arricchito la fiera con incontri e approfondimenti tematici: la mostra di Mauro Vitale ha portato al centro dell'iniziativa il profondo rapporto tra popoli, terre e lana, esplorando le connessioni storiche e culturali. Parallelamente, il documentario di Anna Kauber ha offerto uno sguardo approfondito sulle civiltà transumanti, valorizzando le tradizioni e le sfide del pastoralismo contemporaneo.