Il penultimo giorno dell’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ha esplorato il tema del potere che opprime. Dalle dittature totalitarie al capitalismo sfrenato, dalle colpe personali alle fughe, i film hanno offerto uno spaccato intenso della condizione umana. La giornata ha visto gli ultimi due titoli in concorso per il Leone d’oro: Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis e A Bit of Light di Ali Asgari. Fuori concorso, sono stati presentati Un bon avocat di Tristan Séguéla, What Love Builds di Russell Crowe e Anche Nino - Un film su Nino Rota di Walter Fasano.

"Ritorno a Buenos Aires": memoria e giustizia

Tra i film in corsa per il massimo riconoscimento, Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis è il quinto e ultimo titolo italiano. Ambientato nella capitale argentina nel 2008, il film narra la vicenda di Mariano Guerra, interpretato da Adriano Giannini. Dopo 33 anni in Italia, Mariano torna in Argentina per testimoniare contro gli ex militari che lo sequestrarono, torturarono e resero schiavo durante la dittatura militare. Questo ritorno, con altre vittime, lo pone di fronte ai suoi aguzzini e a un complesso nodo personale di colpa e sopravvivenza. Bechis ha collegato la ferita storica all’urgenza del presente, richiamando i sopravvissuti di conflitti attuali come Gaza, Ucraina e Paesi africani, sottolineando la difficoltà di diventare testimoni.

"A Bit of Light": la disperazione nell'Iran contemporaneo

L’altro film in concorso, A Bit of Light di Ali Asgari, offre uno sguardo crudo sull’Iran attuale, poco prima dell’attacco Usa. La trama segue un medico, interpretato da Misagh Zareh, la cui vita è stata sconvolta: arrestato e con l’ambulatorio chiuso per aver curato manifestanti, ha perso ogni speranza. La sua decisione di togliersi la vita lo porta a voler prima avvisare i familiari. La giornata trascorsa con i fratelli e la madre si trasforma in un intenso percorso di dolore, compassione e consapevolezza. Asgari ha descritto il contesto come una società segnata da guerre, violenze e depressione collettiva, dove i medici sono stati “gli unici testimoni” delle vittime, senza comunicazioni né internet.

Gli altri titoli: da Russell Crowe a Nino Rota

Fuori concorso, la Mostra ha presentato altri lavori significativi. Tra questi, Un bon avocat di Tristan Séguéla, e What Love Builds, opera firmata da Russell Crowe. Infine, è stato proiettato Anche Nino - Un film su Nino Rota, un documentario dedicato al grande compositore, realizzato da Walter Fasano.