Il 9 settembre 2026 Edoardo De Angelis ha raccontato a Venezia il nucleo del film Il fuoco che ti porti dentro, presentato in Concorso alla Mostra del Cinema. L'opera, tratta dall'omonimo romanzo di Antonio Franchini, concentra la storia sul rapporto tra Antonio, interpretato da Lino Musella, e la madre Angela, affidata a Vanessa Scalera: un legame familiare intenso, difficile e viscerale, attraversato da affetto e conflitto.
L'amore che consuma: il centro del racconto
De Angelis descrive il sentimento al centro del film come una forza capace di dare luce e calore, ma anche di bruciare.
La chiave non è la semplice contrapposizione tra madre e figlio: il regista guarda a un vincolo che resta necessario anche quando diventa doloroso. Antonio e Angela occupano così lo spazio emotivo principale della vicenda, con due interpreti chiamati a restituire prossimità, dipendenza, scontro e bisogno di riconoscimento.
La scelta di partire dal libro di Franchini colloca il film in una dimensione privata e familiare, ma non chiusa. Il conflitto tra i personaggi diventa materia cinematografica perché riguarda una domanda ampia: quanto può essere vitale un amore quando non riesce più a proteggere chi lo vive? Il titolo, Il fuoco che ti porti dentro, richiama una fiamma interiore difficile da governare.
La famiglia: un campo di tensione a Natale
Il racconto si sviluppa attorno a una vigilia di Natale in cui Antonio, trasferito da anni a Milano con la famiglia che ha costruito, si confronta con Angela. La madre entra nelle dinamiche della casa con una presenza dominante: decide, occupa gli spazi, impone ritmi e porta in superficie incomprensioni sedimentate. I preparativi della festa non stemperano il conflitto, ma lo rendono più visibile dentro una cornice quotidiana.
Accanto a Musella e Scalera, il cast comprende Elena Radonicich, Ivana Lotito, Nicole Malaj, Samuele Mazza, Tony Laudadio e Tommaso Ragno. La sceneggiatura è firmata da De Angelis con Francesco Piccolo e Ilaria Macchia; la produzione coinvolge Picomedia con Rai Cinema.
Sono elementi che rafforzano l'impianto corale del progetto senza spostare il centro: la storia resta quella di una madre e di un figlio, osservati nel punto in cui l'affetto può diventare anche ferita.