Cefalù celebra i 50 anni de Il sorriso dell'ignoto marinaio, il romanzo di Vincenzo Consolo. Edito nel 1976 e ambientato a Cefalù, il libro sarà al centro di un incontro l'8 ottobre al cinema Di Francesca. L'evento ripercorrerà l'opera, evidenziandone la sperimentazione linguistica e narrativa.
L'appuntamento prevede l'introduzione di Giovanni Cristina e il confronto tra gli italianisti Giuseppe Saja e Salvatore Ferlita e il regista Gigi Borruso. Il romanzo, frutto di lunga elaborazione, trae ispirazione dal ritratto di Antonello da Messina e dal suo enigmatico sorriso.
Questo elemento conduce al barone Enrico Pirajno di Mandralisca, intellettuale cefaludese legato al 1860 e alle istanze sociali.
Genesi e legame con Cefalù
Il romanzo fu pubblicato parzialmente nel 1969, con il capitolo iniziale su Nuovi Argomenti. Consolo lo completò sette anni dopo. Cefalù riveste un ruolo primario nella produzione dello scrittore: oltre a Il sorriso dell'ignoto marinaio, è ambientazione di Nottetempo casa per casa (1992).
Il legame di Consolo con la città risale agli anni giovanili, anche per la sua posizione geografica, punto di passaggio tra Messinese e Palermitano. Le istanze linguistiche e sociali del romanzo mantengono grande attualità, rivelando una visione profetica.
Il Museo Mandralisca e il ritratto di Antonello
Il contesto cefaludese del romanzo evoca il Museo Mandralisca, custode di arte, reperti archeologici e collezioni rare, tra cui il Ritratto d'ignoto di Antonello da Messina. La struttura è un museo interdisciplinare, con pinacoteca, raccolta malacologica, monetario, reperti, mobili e oggetti di pregio. La pinacoteca conserva il celebre Ritratto d'ignoto.