Marcello Fois ha vinto la 64ª edizione del Premio Campiello con il romanzo “L’immensa distrazione”, edito da Einaudi, ottenendo 83 voti. La proclamazione si è tenuta il 3 ottobre 2026 nella Sala Grande del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, sede scelta per la prima volta per la finale del riconoscimento letterario. Subito dopo l’annuncio, lo scrittore ha dedicato la vittoria a Michela Murgia, sua amica e autrice scomparsa nel 2023, un omaggio già presente nella dedica del libro.
Fois, sessantaseienne, originario di Nuoro e residente a Bologna, ha aperto il suo intervento con una riflessione dello scrittore: «Scrivere è un mestiere difficilissimo.
C'è tanta differenza tra scrittori e gente che pubblica». Nel suo ringraziamento, ha menzionato Michela Murgia, definendola una persona ancora presente per lui. La vittoria è giunta al termine del voto della giuria dei Lettori Anonimi: 282 componenti su 300 hanno espresso la propria preferenza.
Il romanzo vincitore e la classifica
Al centro di “L’immensa distrazione” si trova Ettore Manfredini, un protagonista ultranovantenne che, pur essendo appena morto, ha la sensazione di essersi risvegliato. Il racconto lo vede ripercorrere la propria vita, ciò che ha costruito, perduto e lasciato, in un bilancio esistenziale. Con quest'opera, Fois sposta l'ambientazione dalla Sardegna all'Emilia, costruendo una storia familiare ed esistenziale attorno al personaggio.
Al secondo posto si è classificato Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico” (Einaudi), che ha ottenuto 80 voti. Il romanzo esplora la malattia mentale, le terapie farmacologiche, le allucinazioni e le alterazioni della percezione della realtà. Terza Elena Varvello con “La vita sempre” (Guanda), con 54 voti, un libro che narra una storia d’amore e ribellione tra guerra e fascismo. Seguono Valeria Parrella con “La ragazzina” (Feltrinelli), con 33 voti, e Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” (Quodlibet), con 32 voti.
La cerimonia al Lido
Durante la serata, Fois ha ricordato anche Grazia Deledda, scrittrice nata a Nuoro e Premio Nobel per la Letteratura, sottolineando il suo legame con le radici culturali della sua terra d'origine.