Il drammaturgo inglese Martin Crimp, settantenne, è ospite a Napoli del TXT Festival dello Stabile, rassegna dedicata alla scrittura e alla parola teatrale. Durante l'incontro, Crimp ha focalizzato l'attenzione sul rapporto tra voce, personaggio e azione scenica, affermando che nel teatro “attraverso le parole si manifesta una realtà”. La sua concezione della scrittura prende avvio dall'ascolto dei personaggi: il dialogo non segue, ma genera la costruzione drammaturgica, poiché le figure sceniche si rivelano parlando, permettendo all'autore di conoscerle.

Nell'occasione, Crimp ha anche presentato la sua opera Uomini addormentati.

Il TXT Festival e la drammaturgia postdrammatica

Il Festival, guidato dal direttore artistico Pier Lorenzo Pisano, utilizza il titolo TXT come richiamo al formato dei file di testo, concentrando per quattro giornate, fino a lunedì 5 ottobre, l'attività sul ruolo della parola in scena. La rassegna valorizza nuove e giovani voci, mettendole in dialogo con autori affermati. La presenza di Crimp è cruciale per esplorare una scrittura che ha spinto agli estremi l'area definita “postdrammatica” da Hans-Thies Lehmann. Questa forma di teatro si distacca spesso da personaggi tradizionali, trame lineari e coordinate spazio-temporali consuete, offrendo nuove prospettive sulla scena contemporanea.

La genesi creativa tra parola e realtà

Crimp descrive il suo metodo creativo partendo dal dialogo: un personaggio parla, e da quelle parole nasce la replica di un altro. Richiama la coppia teatrale come struttura fondativa, citando Vladimir ed Estragon di Beckett, pur riconoscendo il valore del monologo. Un'immagine centrale del suo pensiero proviene dal “Taccuino d’oro” di Doris Lessing: la protagonista scrittrice percepisce dentro di sé un testo con “inchiostro invisibile”, che emerge solo trovando la situazione adatta. Per Crimp, gli autori che perdurano sono quelli mossi dalla necessità di portare in superficie ciò che preme interiormente. Questa spinta creativa si lega al rapporto con la realtà esterna: la contemporaneità deve entrare nel testo, ma senza trasformarlo in cronaca diretta o dichiarazione esplicita.

Crimp evoca Kenzaburo Oe e l'immagine del canarino nelle miniere – lo scrittore avverte prima di altri atmosfere contaminate – e la farfalla di Kafka, mimetizzata su un albero, testimone quasi invisibile. Una sensibilità teatrale che coglie le sfumature più recondite del presente.