Marcello Fois ha trionfato al Premio Campiello 2026 con il romanzo “L’immensa distrazione”, edito da Einaudi, aggiudicandosi 83 voti. L'opera esplora il "trauma della mancanza di istruzione", tema centrale nella vita di Ettore Manfredini, protagonista ultranovantenne che, dopo la morte, rivive la propria esistenza. A Venezia, dopo la vittoria, Fois ha ribadito l'importanza cruciale dell'istruzione per l'Italia: "Il problema di questa nazione è l'istruzione."

Nel romanzo, Manfredini, partito dalla povertà e privo di formazione scolastica, diviene un uomo di grande successo economico, ma il trauma della mancata istruzione lo accompagna.

Fois connette la lettura allo sviluppo del senso critico e alla padronanza delle parole. Per lo scrittore, leggere e istruirsi sono un atto di civiltà, poiché ampliano le prospettive e rafforzano la comprensione del mondo. La riflessione si estende al ruolo dell'autore, chiamato a lasciare al lettore parole nuove.

Il romanzo e la figura di Ettore Manfredini

“L’immensa distrazione” è un romanzo esistenziale e familiare, intessuto con la storia e le tragedie del Novecento. Ettore Manfredini, da giovane operaio in un mattatoio, si trasforma in un influente imprenditore. La vicenda è ambientata in Emilia, scelta che Fois giustifica con la possibilità di esprimere l'identità sarda anche fuori dalla Sardegna.

Nato a Nuoro, vicino alla casa di Grazia Deledda, lo scrittore risiede a Bologna con la famiglia.

Fois lega il libro alla memoria storica. Il romanzo segue ciò che Ettore ha costruito, perduto e lasciato, mentre la letteratura è presentata come strumento per collocare le persone nella storia. Il trauma infantile della mancata istruzione del protagonista trova risoluzione narrativa. L'autore sottolinea il ruolo decisivo del lettore e valorizza il vocabolario, le parole sconosciute e la conoscenza acquisita tramite la lettura.

La dedica a Michela Murgia

Marcello Fois ha dedicato il Premio Campiello a Michela Murgia.