Dopo otto anni alla presidenza della Fondazione Circolo dei lettori, Giulio Biino conclude il suo mandato, riaffermando la proposta di un maggiore coinvolgimento del Ministero della Cultura nella governance del Salone del Libro. A Torino, il 3 ottobre 2026, Biino ha collegato il bilancio della sua gestione al rapporto tra il Circolo e la manifestazione editoriale. L'idea di una più forte presenza statale, ha detto, resta "sul tavolo": "Continuo a pensare che sia una buona idea. Poi si tratta di capire come strutturarla".
La proposta ha ricevuto accoglienza positiva dalla Regione, ma contrarietà da Comune e privati.
Biino non ha forzato il confronto, inquadrando la questione in un percorso di condivisione. "È un'idea, teniamola lì. Ci sarà un momento in cui potrebbe maturare", ha affermato. Ha chiarito che una maggiore presenza statale non metterebbe in discussione il ruolo di Torino, che resta centrale per la manifestazione. Biino ha rivendicato il contributo per la permanenza del Salone in città, collegando tale risultato al lavoro svolto.
Governance del Salone: Ministero e centralità di Torino
La visione di Biino si concentra sulla struttura di governo del Salone del Libro e sul possibile ingresso del Ministero della Cultura con ruoli definiti. Il presidente uscente ha enfatizzato la necessità di garanzie chiare e condivisione tra i soggetti.
La presenza del Ministero è vista come potenziale apporto di risorse, progettualità, internazionalizzazione e visibilità, senza spostare la manifestazione da Torino o ridurne la centralità nella storia recente del Salone.
Questo si intreccia con il passaggio del marchio dal pubblico al privato, un punto saliente della presidenza Biino. La gestione condivisa con i privati ha contribuito alla continua crescita del Salone. Nel ripercorrere il mandato, Biino ha attribuito il successo alla capacità di mantenere unite istituzioni, privati e organizzazione culturale, evitando di trasformare la proposta sul Ministero in una forzatura, nonostante le posizioni divergenti.