A Sasso di Castalda è stato inaugurato un nuovo Civico delle Radici, un’iniziativa dedicata a Rocco Anthony Petrone, figura di origini lucane strettamente legata alla NASA e alla storica missione Apollo 11. L’evento si è svolto in via Casale, un luogo profondamente connesso alle origini della famiglia Petrone. Questa iniziativa rientra in un progetto più ampio promosso dal MEI, il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, che mira a rendere accessibili e vive le storie di emigrazione attraverso l’installazione di targhe parlanti, collocate proprio negli spazi delle radici familiari.

Rocco Petrone, originario di Sasso di Castalda, è universalmente ricordato per aver diretto il lancio dell’Apollo 11 nel lontano 1969, un traguardo che ha segnato la storia dell’umanità. La targa svelata nel cuore del paese è realizzata in bronzo e incorpora un innovativo QR code. Inquadrandolo con uno smartphone, i visitatori possono accedere direttamente al mini-documentario intitolato “To the Moon and Back - La storia di Rocco Petrone”. Questo prezioso racconto audiovisivo è stato scritto e sceneggiato da Maria Grazia Lancellotti e si avvale di una ricca collezione di documenti originali, suggestive immagini d’archivio della NASA, materiali storici provenienti dall’Istituto Luce e dal National Archives Catalog, oltre a toccanti testimonianze e alla voce narrante dell’attore lucano Rocco Pappacena.

Un omaggio alla memoria e al legame con le radici

Il Civico delle Radici dedicato a Rocco Petrone non è solo un monumento, ma trasforma il luogo d’origine della sua famiglia in un vibrante spazio di memoria e racconto. L’intera iniziativa è stata pensata anche per onorare la memoria di Renato Cantore, un eminente giornalista che si è sempre distinto come promotore della lucanità. La giornata ha visto la partecipazione di numerose personalità istituzionali e culturali, tra cui Rocchino Nardo, sindaco di Sasso di Castalda; Mimì Coviello, coordinatrice del comitato tecnico-scientifico del Centro dei Lucani nel Mondo “Nino Calice” della Regione Basilicata; e Paolo Masini, presidente della Fondazione MEI.

Dopo la cerimonia di scoprimento della targa, il programma è proseguito presso Palazzo De Luca. Qui, Antonio Coronato ha offerto un approfondito racconto sulla storia di Rocco Anthony Petrone, seguito da un coinvolgente laboratorio creativo curato da Caterina Corleto. La giornata si è conclusa con la proiezione in anteprima del mini-documentario, un momento culminante per tutti i presenti.

Paolo Masini ha espresso con entusiasmo il significato del progetto, definendolo “Un nuovo tassello del nostro percorso nazionale che ci permette di raccontare in maniera rigorosa e innovativa il puzzle della più grande narrazione popolare e collettiva del nostro Paese”. Il presidente della Fondazione MEI ha inoltre sottolineato il profondo legame tra la targa e la casa della famiglia Petrone, evidenziando la sua funzione narrativa intrinseca.

Ha affermato che "sarà la casa della famiglia Petrone a raccontare la storia", evocando il potere evocativo di questi luoghi nel preservare e tramandare le vicende personali e collettive legate all'emigrazione e ai grandi successi dei suoi protagonisti.