Apre i battenti sabato 3 ottobre 2026 a Palazzo Belloni, a Bologna, la mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”, un evento che promette di far rivivere il leggendario tesoro di Tutankhamon. L'esposizione, che si protrarrà fino al 2 maggio 2027, offre un percorso immersivo e interattivo dedicato alla vita, alla morte e ai complessi rituali dell’Antico Egitto. I visitatori saranno guidati attraverso oltre 100 repliche fedeli di reperti, arricchite da fotografie storiche e dettagliate ricostruzioni degli ambienti della tomba del faraone, scoperta dall'archeologo Howard Carter nel lontano 1922.
L'inaugurazione vedrà la partecipazione straordinaria dell’archeologo ed egittologo Zahi Hawass.
Il progetto espositivo è stato concepito per ripercorrere idealmente i passi dell’archeologo britannico Howard Carter, guidando il pubblico attraverso le diverse sezioni della tomba: dall’ingresso all’anticamera, dalla suggestiva camera funeraria fino alla ricca Stanza del Tesoro. Per rendere l'esperienza ancora più coinvolgente, sono state integrate diverse tecnologie innovative. Tra queste, spicca un avatar interattivo di Howard Carter, capace di dialogare con i visitatori, un affascinante Libro Magico animato e contenuti in realtà virtuale che trasportano il pubblico direttamente nell'Egitto dei faraoni.
Un ulteriore elemento di pregio è rappresentato da tre riproduzioni delle oltre 1.400 fotografie storiche, scattate durante gli scavi da Harry Burton, il fotografo ufficiale di quella memorabile campagna archeologica.
Un'intera sezione del percorso è dedicata alla ricostruzione della vicenda familiare del giovane faraone Tutankhamon. Viene esplorato il suo legame con Akhenaton, il padre e sovrano che promosse una trasformazione religiosa radicale e il trasferimento della capitale ad Amarna. L’allestimento non tralascia di approfondire il complesso rapporto con la famiglia reale e le conseguenze delle unioni tra consanguinei, evidenziate dagli studi come uno dei fattori determinanti che influenzarono le condizioni fisiche del faraone durante la sua breve esistenza.
Il cuore pulsante dell'esposizione è la fedele ricostruzione della camera funeraria, dove i visitatori possono ammirare il sarcofago in quarzite e i tre sarcofagi interni che un tempo custodivano la mummia del faraone, culminando nella celeberrima maschera funeraria. Il percorso prosegue mostrando altri oggetti di inestimabile valore e significato: il trono, con la delicata rappresentazione della moglie Ankhesenamon, i letti funerari, i sandali e numerosi altri oggetti della vita quotidiana che furono deposti nella tomba per accompagnare il sovrano nell'aldilà. Come spiegato da Lisa Manzi, direttrice della mostra, «La Stanza del Tesoro introduce i visitatori ai rituali legati alla vita ultraterrena» attraverso la riproduzione del sacrario e dei vasi canopi, essenziali per la conservazione degli organi del defunto.
Un approfondimento specifico è dedicato al processo di mummificazione, tradizionalmente lungo 70 giorni, che prevedeva l’essiccazione del corpo con il natron, l’estrazione degli organi interni e il meticoloso avvolgimento nelle bende impregnate di resina.