In genere vivere la sessualità al massimo è un toccasana per le coppie e non solo. Ci sono casi in cui il desiderio diventa ossessione e vera e propria malattia. Una recente inchiesta ha dimostrato le problematiche che può creare la dipendenza del sesso. Una quarantaseienne [VIDEO] ha raccontato la sua esperienza particolare a Libero Quotidiano. La bolognese ha spiegato che la sua eccessiva passione per i #rapporti intimi trae origine da un dramma adolescenziale. ‘Ho subito abusi da parte di uno zio materno dai quattro ai dodici anni’. In seguito la vita di Sara è ulteriormente sconvolta dalla prematura scomparsa del padre. Un dolore enorme che la donna ha provato a superare consumando rapporti sessuali in serie con sconosciuti.

In buona sostanza la bolognese concedeva incontri piccanti a persone con il qualche aveva scambiato qualche battuta in chat. La donna si era imposta una sola regola: non avere relazioni con lo stesso uomo più di una volta per evitare particolari coinvolgimenti.

'Non mi accontentavo più del semplice incontro'

Da rilevare che l’emiliana era sposata ma il marito era all’oscuro dell’intensa attività intima della donna. ‘Dopo un anno di continui incontri osé il sesso ha smesso di darmi piacere’. La bolognese ha spiegato che cercava quotidianamente persone on line per organizzare dei momenti di trasgressione. ‘Cercavo situazioni estreme e non mi accontentavo più del semplice incontro’. Sara ha spiegato [VIDEO] che preferiva avere rapporti con uomini maturi perché i giovani tendevano ad innamorarsi più facilmente.

‘Mi vedevo con questi sconosciuti in posti pubblici e in pochi istanti passavano dalle parole ai fatti’. Per la quarantaseienne è iniziato un nuovo incubo quando ha deciso di concedere uno strappo alla regola e di intensificare gli incontri con un uomo particolare. ‘Ha iniziato a perseguitarmi ed alla fine ho dovuto raccontare tutto a mio marito’.

La terapia per superare la dipendenza

Superato il trauma iniziale il consorte ha aiutato Sara ad uscire dalla dipendenza dal sesso. Dopo un consulto con un sacerdote la donna si è rivolta al centro San Nicola dove ha iniziato una rigida cura per uscire definitivamente dal tunnel. Per due mesi la donna ha vissuto senza cellulare, pc, televisione e, soprattutto, senza consumare rapporti intimi o atti autoerotismo. La bolognese ha riferito di aver superato quasi del tutto quella fase: ‘Da questa malattia non si guarisce mai ma dopo quest’esperienza ho imparato a gestire meglio i miei impulsi’. #Sessualità #chat incontri piccanti