Esiste un’area in Guatemala, nota come Tikal, che grazie alla sofisticata tecnologia adottata dagli studiosi ha rivelato che in epoca maya non solo era molto più estesa di oggi, ma che nascondeva una popolazione di circa 20 milioni di persone, organizzata perfettamente in attività agricole, insediamenti abitativi, strade e fortificazioni.

Il gruppo Pacunam Lider, formato da 30 studiosi di provenienza da ogni parte del mondo e finanziato dalla Fondazione Pacuman, è riuscito infatti a spingersi oltre la fitta vegetazione che caratterizza Tikal, scoprendo che l’area era di 4 volte più grande di quanto immaginato fino a oggi e dove sorgevano almeno 60 mila costruzioni di vario genere.

Grazie all’impiego di una app a realtà aumentata in grado di tradurre i dati aerei in mappe digitali, il gruppo di ricerca ha ricostruito virtualmente una visione del territorio abitato un tempo dalla misteriosa civiltà dei Maya [VIDEO] e i cui dettagli verranno presentati nel documentario realizzato da National Geographic prossimamente in onda.

Una rete vasta e interconnessa di edifici e attività

Una scoperta sorprendente, quella ottenuta grazie a sofisticati strumenti tecnologici [VIDEO], che permette di addentrarsi in una vera e propria megalopoli maya e di conoscerne la incredibile struttura; aree agricole realizzate con concetti e dimensioni industriali in grado di sfamare una ingente popolazione, edifici fortificati a difesa del territorio, strade concepite secondo una logica efficace di gestione delle vie di comunicazione, sono gli aspetti più esaltanti rivelati da uno studio che non solo ne ha permesso una chiara visione, ma per il quale non è stato necessario, come normalmente accade, interferire direttamente sulla vasta area, effettuando scavi o rimuovendo intere porzioni di foresta.

Al centro della megalopoli, ora completamente nascosta dalla vegetazione, è stata scoperta l’esistenza di una piramide e di un sistema di fortificazioni che hanno permesso di ipotizzare che la civiltà, a dispetto di quanto creduto sino ad ora, fosse dedita alla #guerra.

La scoperta cambia le teorie sulla civiltà misteriosa

Nel corso dei secoli la civiltà dei Maya è stata una delle più studiate e meno comprese; il solo fatto di pensare che fosse costituita da un massimo di 2 milioni di abitanti è stato ora smentito dal ritrovamento di una megalopoli in grado di ospitare almeno 20 milioni di persone in un’area la cui estensione è paragonabile a quella dell’Italia.

Ma che fine hanno fatto quei milioni di Maya che sono risultati così estremamente evoluti rispetto alle precedenti ipotesi e alle civiltà dell’epoca? La risposta più probabile rimane quella dell’introduzione di malattie sconosciute ai Maya, come il vaiolo, per effetto dell’arrivo dei conquistadores spagnoli, che ne hanno decretato in breve tempo un indebolimento delle fila delle #forze armate e un conseguente calo demografico che ha portato alla loro definitiva estinzione.