Erano gli anni ’80 e ’90. I tempi delle cabine telefoniche e degli outfit improponibili. Tempi in cui Youtube e Netfix erano fantascienza e le serie si chiamavano telefilm che venivano trasmessi in televisione con episodi irripetibili. Erano anche i tempi di Bim Bum Bam e dei mitici cartoni animati che ci spacciavano per bambini ma che in realtà si chiamano “Anime” giapponesi e, col senno di poi, non erano tanto per bambini. Tutti ricordano almeno qualche sigla [VIDEO]o qualche episodio di queste serie animate che talvolta si rivelavano veri e propri capolavori.

Ci sono personaggi, però, che, oltre ad aver creato un vero e proprio fenomeno culturale di massa, in un modo o nell’altro hanno lasciato il segno nelle nostre menti fanciullesche e che, ancora oggi che siamo adulti (almeno cronologicamente), ci fanno riflettere e sognare a occhi aperti, magari quando siamo in fila alla cassa del supermercato o mentre il nostro capo ci parla, per un catastrofico risultato di simpsoniana memoria.

In breve, ecco una classifica del tutto personale e che parte dal basso.

10 – Heidi

Questa bimbetta, perennemente scalza e in mutande anche in caso di neve o temperature siberiane, ha saputo conquistarci con la sua insana fissazione per le montagne. Merito forse delle continue repliche trasmesse in loop o forse, più probabilmente, merito del fatto che da bambini un po’ tutti abbiamo desiderato andarcene in giro liberi come lei, correndo su pascoli verdeggianti, stando a contatto con animali 'pucciosi' quali uccellini e simpatiche caprette, o di fare gare forsennate sullo slittino e bere latte fresco ogni volta che ce ne veniva voglia. Heidi ci ha insegnato cos’è uno spirito libero. Poi siamo cresciuti e la signora Rottenmeier che è in noi ha avuto il sopravvento. E sicuramente adesso l’idea di andare a vivere in mezzo al nulla con un nonno misantropo, di correre sui pascoli a piedi scalzi e di bere il latte direttamente dalle mammelle di un qualche animale, ci strapperebbe solo un sonoro “Misericordia!”.

9 – Pollon

No, qui non si parlerà della curiosa attitudine di Pollon a far respirare talco che in realtà non è talco, ma del fatto che questa ragazzina non sia la classica protagonista di anime dell’epoca, bella e posata. Pollon è vivace, curiosa, ironica, avventata, ha un fisico non proprio filiforme e il suo migliore amico non è il solito belloccio di cui è innamorata, ma un “brutto pennuto” nudo di nome Eros, un dio dell’amore sui generis. Pollon è figlia di Apollo e nipote di Zeus, ma non è una dea, anche se vorrebbe tanto diventarlo. Ed è proprio questo sogno a farla maturare, tra errori e pasticci, fino a portarla a realizzare il suo sogno. Pollon ci ha insegnato che va bene essere noi stessi e che, se ci impegniamo davvero, se manteniamo viva la speranza, possiamo realizzare i nostri desideri, anche se non siamo proprio perfetti. E alla fine, per festeggiare i nostri successi, possiamo anche organizzare feste come quella che si vede nel finale della serie, tra alcolici e canzoni improbabili, senza mai perdere la dignità.

8- Ranma

Ha un padre, Genma, completamente fuori di testa, che l’ha trascinato in Cina con la scusa di affinare le sue abilità nelle arti marziali e che gli ha praticamente rovinato la vita: non solo per colpa sua Ranma è finito nelle Sorgenti maledette, ma è anche stato da lui promesso in sposo a innumerevoli fanciulle più o meno ignare quanto lo stesso Ranma. Tra queste, la bisbetica e forzuta Akane, a casa della quale Genma e Ranma si trasferiscono a scrocco. Ranma ha però acquisito in Cina la capacità di trasformarsi in donna se bagnato con l’acqua fredda, e la cosa gli crea non pochi problemi, anche perché il suo carattere mascolino non l’abbandona neppure quando è in versione femminile. Imparerà, tuttavia, a sfruttare questo suo disagio a suo vantaggio, sia durante gli assurdi combattimenti con i tanti strani personaggi di cui l’anime è costellato, sia nella vita di tutti i giorni. Un po’ come fa anche con il suo terrore per i gatti, che lo porta a diventare tanto forte da fargli acquisire poteri sovrannaturali. Siamo quindi portati a pensare che non sempre quello che crediamo uno svantaggio lo sia davvero, anche se a gestire la nostra vita è un padre pazzo che si trasforma in un panda gigante per sfuggire alle sue responsabilità.

7- Ken il guerriero

Kenshiro ha un animo gentile, è riservato, è malinconico e all’inizio vuole solo ritrovare la sua amata. A farlo andare su tutte le furie è quella cosetta chiamata olocausto nucleare e tutte le conseguenze del caso che hanno reso il mondo un posto violento dove vige la legge del più forte e dove tizi brutti, antipatici e malvestiti se ne vanno in giro a perpetrare ingiustizie. Facendogli inevitabilmente perdere la pazienza e costringendolo, con la giusta pressione delle dita, a far esplodere i malvagi per ristabilire l’ordine. Quante volte, una volta diventati adulti, abbiamo desiderato debellare un’ingiustizia con la sola pressione sapiente delle dita sul prepotente di turno?

6- Vegeta (Dragon Ball)

Arrogante, fiero, combattivo, testardo e innamorato della sua famiglia. Praticamente adorabile con tutte le sue contraddizioni. Vegeta [VIDEO]all’inizio dà il peggio di sé, poi matura, cambia, diventa umano sorprendendoci, si adatta, nonostante il suo costante e apparente atteggiamento freddo e distaccato. E alla fine dimostra di sapersi sacrificare per i suoi cari e di riuscire anche a essere divertente. Insomma, tutti hanno delle debolezze, persino il quasi invincibile principe dei Saiyan.

5- Le sorelle di Occhi di gatto

Bellissime, intelligenti, agili e astute. Quale ragazzina, vedendo questa serie, non ha desiderato far parte della banda “Occhi di gatto”? E quale ragazzino non è rimasto ammaliato dal loro fascino e dalle loro curve mozzafiato avvolte in tutine aderenti? Le sorelle Sheila, Kelly e Tati (Hitomi, Riu e Ai nel manga) rubano le opere d'arte del padre scomparso con l’intento di ritrovarlo, utilizzando le informazioni che Matthew, fidanzato di Sheila e ignaro investigatore incaricato proprio di catturare la banda di ladre, fornisce loro più o meno involontariamente. E nel caso questo anime non vi abbia colpiti particolarmente, non resisterete comunque alla tentazione di canticchiare il ritornello della famosa sigla cantata da una Cristina D’Avena in splendida forma.

4- Fujiko Mine

Anche lei molto bella, prosperosa e astuta. Fujiko è il personaggio femminile più importante della serie Lupin III, uno di quei cartoni animati che ci hanno spacciato per roba da bambini di cui sopra. Fujiko (Margot nella seconda serie) dimostra di sapersi destreggiare da sola in un mondo di uomini, utilizzando il loro stesso sessismo in modo da ottenere vantaggi per sé. Lei è coraggiosa, indipendente e non ha bisogno degli uomini, neppure di Lupin, col quale ha un rapporto che non è mai ben definito. Un personaggio, il suo, che si finisce per amare più che altro in età adulta per la sua audacia e la sua intraprendenza, oltre che per le sue curve generose.

3- Sailor Moon

Una improbabile combattente che veste alla marinara: piagnona, pigra e fifona. Bunny (Usagi nel manga) è un po’ lo specchio di noi tutti che guardavamo le sue avventure in tv. Ha il vizio di mangiare troppo, di non studiare e prendere pessimi voti a scuola, di rifuggire le responsabilità e di correre dietro a tutti i bei ragazzi che incontra. Ma Bunny è anche generosa e simpatica e ogni volta ci dimostra che spesso è necessario essere forti e coraggiosi e sacrificarsi in nome di amore e amicizia. E questo anche quando sei solo una ragazzina scansafatiche costretta da una spilla magica a combattere in tacchi a spillo e minigonna inguinale.

2 – Lady Oscar

Al di là della teoria transgender tanto in voga negli ultimi tempi, questo personaggio assai moderno ha davvero del carisma e ha saputo lasciare il segno anche in chi non ha visto che pochi episodi della sua storia ambientata nella Francia del XVIII secolo. Oscar è bella, coraggiosa, forte e segretamente passionale. Ma è anche una ragazza sfortunata e tormentata perché costretta da un capriccio del padre a crescere e vivere come un uomo e a intraprendere la carriera militare in un periodo storico in cui questa era riservata agli uomini. La sua storia di amore e morte è ben nota e il finale è qualcosa di straziante eppure epico che, negli anni ’80, nessuno si aspettava. Oscar, alla fine, decide di essere semplicemente se stessa e di seguire, insieme all’amato amico d’infanzia, i suoi ideali di libertà e giustizia, appoggiando la causa del popolo agli inizi della Rivoluzione del 1789. Una storia tragica e bellissima per un personaggio ormai iconico, complesso e indimenticabile.

1- Capitan Harlock

Pirata spaziale ribelle, tenebroso, taciturno, affascinante. Harlock è l’eroe romantico di un futuro dominato dall’indifferenza e dall’apatia di un’umanità che non si accorge di come il governo centrale nasconda e neghi i gravi problemi che ci sono sulla Terra. Chiunque provi a opporsi a tutto questo – alle convenzioni di una società priva di senso se non quello di arricchire la classe dirigente - è un emarginato, un fuorilegge. Ma a lui non importa perché è un idealista che ama la libertà, e in nome di questa decide di battersi per difendere la Terra stessa, che lo denigra, da Mazone e dalla sua potente regina Raflesia. Lo fa a bordo dell’Arcadia, insieme al suo strano equipaggio. Chi di noi non ha desiderato, almeno una volta, di imbarcarsi su quella nave spaziale per combattere insieme a lui l’ottusità dei tempi moderni?