I rischi della liquidità sul conto corrente sono argomento sempre di attualità per gli italiani. Secondo uno studio del 2018, l'Italia è al decimo posto come risparmi privati da parte dei cittadini. E visto che insieme ai 9 paesi che la precedono in questa particolare classifica (oltre ai colossi Usa, Cina e India, anche Germania e Francia), detiene il 73,5% della ricchezza globale, l'argomento è importante. Un articolo di approfondimento del Corriere della Sera sottolinea il fatto che il conto corrente è lo strumento meno opportuno per detenere soldi in banca.

I rischi del conto in banca non sono cosa da poco. Secondo il Corriere, se un risparmiatore lascia fermi in banca sul proprio conto corrente 10mila euro per 5 anni, potrebbe ritrovarsene meno di 8.200: una perdita del 18% che deriva dalle spese di tenuta conto e dalla riduzione del potere di acquisto dei soldi. Sempre secondo il quotidiano, se anziché 10mila euro un risparmiatore lascia in banca per 5 anni immobilizzati, solo 1000 euro, questi si azzerano o quasi: dopo 5 anni i 1.000 euro scenderebbero a 180 euro.

I motivi tecnici del salasso e il potere di acquisto

Perché accade questo? I dati di questo studio prendono come riferimento, i costi medi di gestione, quelli di tenuta conto corrente, oltre naturalmente ai tassi di interesse.

Questi ultimi secondo l'analisi da cui deriva l'articolo del Corriere della Sera, sono pressoché nulli. Nello specifico, si sottolinea che in media un conto costa 145 euro all'anno. A questo va aggiunta l'imposta di bollo da 34,20 euro che però grava su giacenze medie in conto, superiori a 5.000 euro.

Tenere fermi i soldi in banca, senza essere investiti, ma semplicemente lasciandoli sul proprio conto corrente, fa perdere potere di acquisto.

L'inflazione è il motivo di questa ulteriore perdita che subiscono i risparmiatori. Nonostante questo desolante quadro, secondo dati ufficiali provenienti dalla Banca d’Italia negli istituti di credito nostrani sono parcheggiati 1.371 miliardi di euro. Allargando il campo di quanto detto in precedenza, alla generalità dei risparmi sui conti correnti, dopo 5 anni si avrebbero perdite tra i 54 ed i 129 miliardi.

Lasciare i soldi in banca e soprattutto sui conti correnti quindi, in buona sostanza, è sicuro solo dal punto di vista fisico. Oltre che dai furti in casa, i soldi in banca non possono scomparire di punto in bianco, anche se su questo aspetto adesso occorre fare un distinguo.

Con le norme sul bail in infatti, non sempre i risparmi in banca e quindi i soldi sul conto corrente sono del tutto inviolabili. In presenza di una situazione di indebitamento bancario non è più lo Stato che interviene immediatamente a tamponare la falla, ma è la stessa banca che deve provare a fare tutto da sola. In questo caso, la legge prevede che possano essere utilizzati i risparmi dei clienti per coprire i debiti della banca: si parte dagli azionisti, per passare poi ai detentori di altri titoli di capitale e poi ai risparmiatori, sia persone fisiche che piccole e medie imprese. La soglia fissata è di 100.000 euro, cioè possono essere attaccati con un prelievo forzoso i conti correnti che hanno una giacenza pari o superiore a quella somma.