La diretta di ieri delle ore 14:00 del 17 febbraio dello "Zoo" di Radio 105 è incentrata su una lettera che a mezzo e-mail Enrico Forti, in arte Chico ha scritto a Marco Mazzoli dal carcere di Miami, in cui sta scontando tutt'oggi una delle condanne più discusse dai media.

"Colpevole di omicidio o vittima di un errore della giustizia americana", così l'ha definito Mazzoli nel video relativo alla diretta pubblicato sulla pagina ufficiale dell'emittente. Da più di 6 anni, infatti, lo "Zoo" di Radio 105 condotto da Marco Mazzoli, Paolo Noise, Fabio Alisei, Marco Dona, Wender e Squalo, si occupa della storia di Chico Forti, così come gli autori delle "Iene" che hanno trasmesso 7 puntate più uno speciale di 3 ore su Italia 1 a lui dedicato.

Tanti altri sono i personaggi famosi che hanno chiesto al governo statunitense la riapertura del caso Chico Forti: Jovanotti, Fiorello, Red Ronnie, Emma Bonino e Luigi di Maio. Ad oggi Chico Forti riesce a comunicare con la sua famiglia, con gli emittenti e con le istituzioni soltanto per e.mail dal carcere di Miami, in Florida in cui deve scontare un ergastolo senza condizionale.

Per chi non conoscesse Enrico Forti

Chico Forti è un atleta, un imprenditore ed un film-maker di anni 61, originario del Trentino Alto Adige.

Egli è detenuto da 21 anni negli Stati Uniti per l'omicidio di Dale Pike, figlio di Tony Pike, noto truffatore col quale Chico era in trattativa per acquistare il Pike Hotel di Ibiza nel febbraio del 1998.

Da allora Chico Forti si è sempre definito un innocente, un personaggio "scomodo" per l'aver indagato nel corso dei suoi reportage sull'omicidio di Gianni Versace, avvenuto nel 1997 ad opera di Andrew Conanan.

Chico Forti, trasferitosi in America con i soldi di una vincita (86 milioni in gettoni d'oro) del programma "Telemike", condotto da Mike Bongiorno nel '90, sposò una donna di nome Heather con la quale ebbe 3 figli. Successivamente acquistò l'houseboat, la casa galleggiante in cui terminò la vita di Andrew Cunanan colpevole dell'omicidio Versace per effettuare delle ricerche sul "suicidio/omicidio" dello stesso.

Chico Forti indagò così a fondo su questa storia da ribaltare la ricostruzione presentata ufficialmente dai giudici in un servizio giornalistico che fece scandalo. Questo è il motivo per il quale l'imprenditore italiano si definisce la vittima di un complotto organizzato per esiliare una persona "ostica".

Nella lettera Chico Forti si paragona ad un animale in gabbia

15 febbraio 2020, 7:35 pm: Il Forti scrive la sua lettera su richiesta del Mazzoli come ringraziamento nei confronti dello zoo di 105 e di tutti I radioascoltatori che in questi 6 anni lo supportano. Racconta che da bambino più del circo e del luna park amasse gli zoo: gli animali ed in particolar modo l'aquila "spennacchiata" simbolo della sua città.

"Ora in una gabbia che non è dorata ci son finito anch'io", in questo modo Chico Forti si definisce un animale in gabbia d aggiunge che, privato della sua libertà, la sua creatività si fosse spenta. "Da boschi e radure siete piombati voi" continua Chico, terminando con la convinzione che a breve lascerà la sua gabbia per entrare nello zoo di Marco da uomo libero.

"A Marco e a tutti voi un grazie per avermi fatto riscoprire la mia parte animale buona", è il ringraziamento di un uomo condannato da più di 20 anni per un omicidio che potrebbe non aver commesso.

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