L'audiolibro di Gian Luca Favetto intitolato 'Attraverso persone e cose - Il racconto della poesia', è un saggio letterario edito dalla casa editrice ''Il Narratore audiolibri' e pubblicato nel 2020.

Esso viene letto dalla voce dello stesso Favetto e, nella versione integrale, ha la durata di 6 ore e 4 minuti.

Il mondo interiore e la poesia

"Mi sono convinto che Rilke sia il mio poeta, perché la sua storia è una vasta geografia. Da quando comincia a scrivere, comincia a viaggiare […] Non ha altra patria che il suo mondo interiore ordinato in scrittura.

Non c’è realtà, se non filtrata attraverso il sentire, unico, insieme all’esperienza, ad affidare significato alle cose", sono queste le parole di Gian Luca Favetto, autore dell’opera. Rainer Maria Rilke è uno dei poeti di cui tratta nel suo saggio. Nel capitolo 11, dal titolo “Quasi una fine”, l'autore parla di questo cantore della solitudine e dell’ascolto, che lo ha spinto ad avvicinare la poesia alla dimensione del viaggio – "Le parole hanno le ruote, sono mezzi di trasporto, fanno percorrere storie come strade, offrono il viaggio a chi ascolta, alla memoria cibo e vita ai fatti". In questo audiolibro la poesia è un viaggio ricco di scambi, è un movimento che innesca relazioni, è un’osservazione di sé che invita anche gli altri a guardarsi dentro, a partecipare di questo percorso interiore condiviso.

Nel saggio si traccia una mappa di storie e dei suoi narratori [VIDEO], mentre si racconta anche del vissuto e delle esperienze dell’autore, orientati dalle sensazioni che suscita la poesia: "Al di là della lingua che si adopera, della metrica, al di là delle conoscenze e del saputo, la poesia è sguardo e stile, è il modo in cui si sta di fronte all’eternità, non scambiando la vita per una corsa inquieta contro il tempo", afferma l’autore citando Fernand Braudel.

I punti cardinali dell'esistenza

Se la poesia è il modo attraverso cui Favetto ha imparato a orientarsi nel mondo, offre anche ai lettori la possibilità di conoscere i punti cardinali della sua esistenza: da Thomas Stearns Eliot a Wystan Hugh Auden, da Walt Whitman a Eugenio Montale, da Roberto Bolaño a Charles Baudelaire, da Arthur Rimbaud a Paul Verlaine, da Lord Byron a Percy Bysshe Shelley, da Giacomo Leopardi a Edgar Lee Masters, da Alda Merini a Fernando Pessoa.

E la lista potrebbe proseguire ancora a lungo, perché l’autore ha creato una geografia della poesia, viaggiando tra i suoi miti, le sue voci e le sue visioni: "Questo è la poesia, un suono che scalfisce il rumore dei giorni; è il rimbalzo di quel suono, il ritorno di un verso – ogni verso è un ritorno di Ulisse a casa, e poi riparte. Non c’è ritorno senza partenza. Non c’è partenza senza nostalgia. Non c’è nostalgia senza memoria".

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