Una storia divertente per il canale Curiosità. Finalmente i suoi abitanti non verranno più derisi da anglofoni e dal resto del mondo. Il suo nome Fucking è, come quasi tutti sanno, un verbo e anche un aggettivo anglosassone molto dispregiativo che è una delle maggiori imprecazioni più usate da chi parla inglese. Il minuscolo centro urbano di cui, però, si ha traccia fin dall’XI secolo si trova 350 chilometri a ovest di Vienna e ha 106 abitanti. Da gennaio sono stati rimossi tutti i cartelli urbani che indicavano il paesino. Al loro posto è apparso il nome Fugging che non ha alcun significato.

O quasi, per lo meno non volgare, in qualsiasi lingua al mondo, a differenza di quella precedente.

A 350 chilometri da Vienna i turisti vanno soltanto per scattarsi un selfie per quel cartello ridicolo

Dopo anni di richieste di cambio, finalmente le autorità di Tarsdorf, il comune che ingloba il piccolo agglomerato urbano austriaco, hanno scelto di cancellare per sempre quella parola offensiva che attirava risate e molti curiosi per soltanto per una banale foto. Venivano anche molti burloni per rubare il cartello di Fucking e farsi un memorabili unico e vendibile a caro prezzo. Centinaia di questi cartelli sono stati sottratti negli ultimi trent’anni per colpa di quel nome “famoso” a livello internazionale.

La stampa inglese ha raccontato come la polizia locale, stanca di denunciarne i furti, doveva utilizzare un particolare cemento a prova di ladro per ridurre lo spreco e i costi per la sostituzione.

I suoi abitanti sono contenti di non essere più presi in giro dagli anglofili e dal resto del mondo

Con la scelta di Fugging, i suoi abitanti non saranno più chiamati in modo dispregiativo per colpa di quel toponimo che resisteva fin dal Medioevo.

Il nuovo nome è stato, infatti, scelto da un gruppo di esperti di toponomastica perché ricorda foneticamente quello precedente e scomodo che tanta ilarità suscitava, ma mantiene il suono familiare. Anche se, a ben guardare, il sostantivo inglese fug, contenuto in Fugging, significa “aria viziata”. Non è una cosa tanto bella, ma è un toponimo meno soggetto agli sfottò e a ricadute volgari per chi lo legge passandoci in auto.

Il cartello che indicava l’ingresso a Fucking, ora Fugging, era uno degli oggetti più fotografati in Austria per quanto riguarda i selfie, dopo il Palazzo Reale di Vienna e il Riesenrad, la sua ruota panoramica della città. Il Web, soprattutto i social, era pieno di selfie scattati davanti al famoso cartello, la cui precedente espressione, nell’arte oratoria vale anche come imprecazione ed è considerata un tabù e appartiene alla “parola f”, proibita dai genitori ai figli e non consigliata in un discorso tra non conoscenti. E anche conoscenti per una regola di educazione.

Un nobile medioevale tedesco del XI che abitava nella zona ha, forse, le colpe per quel nome imbarazzante

Gli storici, partendo dall’etimologia del nome che appare per la prima volta in un documento dell’anno 1070, hanno avanzato l’ipotesi che Fucking derivi dal nobile Adalpert von Vuckingen che viveva nell'ix secolo in quella zona.

La "V" è solitamente pronunciata come "effe" in tedesco e questo spiegherebbe la mutazione fonetica. C’è anche, poi, un altro nobile, ma bavarese del VI secolo che sembra avere fondato la città col nome di Focko, poi mutata nell’espressione volgare.

Andrea Holzner, sindaco di Tarsdorf che gestisce anche l’ex Fucking, ora tira un sospiro di sollievo: "Non voglio dire altro. Abbiamo avuto abbastanza isteria mediatica con questo problema in passato, che tuttavia faceva da pubblicità gratuita, nel bene e nel male”. Nel 2009, la comica americana Roseanne Barr (famosa per la serie Tv Pappa e ciccia) durante un suo talkshow telefonò all’ufficio turistico dell’Austria per avere informazioni sul posto dal nome così particolare tra le risate dello studio e di chi guardava la tv. Persino un portale per adulti non si è lasciato sfuggire l'occasione: ha offerto un abbonamento gratuito a tutti i suoi abitanti così per farsi pubblicità. Cosa che ora non potrà più fare.