C'è un cocktail italiano che, anche nel 2026, continua a conquistare i banconi dei migliori bar del mondo. È il Negroni, ancora una volta al primo posto nella classifica dei cocktail classici più venduti a livello internazionale. Il dato arriva dal Cocktail Report 2026 di Drinks International, realizzato attraverso un sondaggio rivolto a bar premiati o candidati ai principali riconoscimenti internazionali.
Il risultato non è soltanto una fotografia dei gusti del momento. Il Negroni occupa infatti la prima posizione per il quinto anno consecutivo, confermandosi uno dei cocktail più longevi e riconoscibili della cultura internazionale del bere miscelato.
La top 10 mondiale
Alle sue spalle, nel 2026, troviamo una serie di grandi classici che hanno attraversato generazioni e confini.
Il Margarita conquista il secondo posto, mentre l'Old Fashioned è terzo. Seguono il Dry Martini, quarto, e l'Espresso Martini, quinto. Al sesto posto c'è il Daiquiri, seguito dall'Aperol Spritz, settimo, dalla Paloma, ottava, dal Whiskey Sour, nono, e dal Manhattan, che chiude la top 10.
La graduatoria completa comprende 50 cocktail e mostra quanto sia variegato il panorama della mixology contemporanea: accanto a ricette nate oltre un secolo fa compaiono infatti cocktail relativamente recenti, diventati rapidamente dei nuovi classici.
Tra questi c'è l'Espresso Martini, creato dal bartender Dick Bradsell a Londra negli anni Ottanta e tornato particolarmente in auge negli ultimi anni grazie alla popolarità dei cocktail a base di caffè.
Il Negroni non è soltanto italiano
Il successo del Negroni è interessante anche per la sua storia. La ricostruzione più accreditata colloca la nascita del cocktail a Firenze nel 1919, quando il conte Camillo Negroni avrebbe chiesto un Americano più deciso, sostituendo la soda con il gin. La storia è entrata nella tradizione della mixology, anche se alcuni dettagli sulle sue origini restano discussi.
La ricetta classica è costruita su tre ingredienti in parti uguali: gin, bitter e vermouth rosso. L'International Bartenders Association, che mantiene una lista ufficiale di cocktail utilizzata come riferimento internazionale per bartender e scuole alberghiere, include il Negroni nella categoria degli "Unforgettables".
È proprio questa semplicità, secondo Drinks International, a essere uno dei punti di forza del drink: una struttura facilmente replicabile e allo stesso tempo abbastanza flessibile da permettere numerose reinterpretazioni.
Dal Margarita al Martini: perché i grandi classici resistono
Il secondo posto del Margarita conferma la forza internazionale dei cocktail a base di tequila. La ricetta più riconoscibile combina tequila, liquore all'arancia e succo fresco di lime, spesso con il caratteristico bordo del bicchiere ricoperto di sale. La sua origine, però, è tutt'altro che certa: diverse teorie la collocano tra il Messico e il confine tra Messico e Stati Uniti negli anni Trenta e Quaranta.
Il terzo posto dell'Old Fashioned rappresenta invece la resistenza di un cocktail legato alle origini stesse della miscelazione moderna.
La sua struttura — whiskey, zucchero, bitter e acqua — richiama infatti la definizione ottocentesca di "cocktail" come miscela di distillato, zucchero, acqua e bitter.
Anche il Dry Martini, quarto, conserva un posto di assoluto rilievo. Gin e vermouth dry, preparati e serviti ben freddi, hanno trasformato il Martini in uno dei simboli più riconoscibili della cultura del cocktail. La sua fama è stata ulteriormente rafforzata dalla cultura popolare e, soprattutto, dalla figura di James Bond, anche se il Martini della tradizione e quello cinematografico non coincidono necessariamente nelle modalità di preparazione.
L'Aperol Spritz è settimo, ma fuori dai bar racconta un'altra storia
Il dato forse più curioso per il pubblico italiano riguarda l'Aperol Spritz.
Nella classifica dei cocktail classici più venduti nei migliori bar del mondo è settimo, quindi non è sul podio. Ma quando si guarda alla popolarità misurata attraverso le ricerche online, il quadro cambia.
Un'analisi di Trajaan, riportata da Campari Group nel 2025 e basata sulle ricerche effettuate in diversi mercati internazionali, indicava lo Spritz come il cocktail più cercato online, con l'11,1% delle ricerche considerate. Il Margarita seguiva con l'11%, mentre il Mojito arrivava al 6,7%. L'analisi prendeva in considerazione Stati Uniti, Brasile, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna, Canada, Polonia, Australia, Belgio e Nuova Zelanda.
Anche in Italia il successo dello Spritz è particolarmente evidente: Campari Group ha riferito che le ricerche Google relative allo Spritz hanno superato 20,7 milioni nel 2024 nel mercato italiano.
Questo confronto permette di distinguere due concetti che spesso vengono confusi: il cocktail più venduto nei migliori cocktail bar non è necessariamente quello più cercato o più conosciuto dal grande pubblico.
Una classifica che racconta l'evoluzione dei gusti
La graduatoria 2026 mostra così una convivenza tra tradizione e nuove tendenze. Da una parte resistono cocktail con oltre un secolo di storia, come Negroni, Old Fashioned, Daiquiri e Martini. Dall'altra, drink più recenti come Espresso Martini e Pornstar Martini continuano a trovare spazio nella cultura internazionale della mixology.
Il report segnala anche alcuni movimenti interessanti. Il Mojito, per esempio, risale al dodicesimo posto dopo essere sceso nella classifica precedente, mentre il Pornstar Martini perde ben 15 posizioni, arrivando al 26° posto.
Il Mai Tai, dopo una forte discesa nell'edizione precedente, torna invece a guadagnare terreno e raggiunge il 24° posto.
Non mancano poi le sorprese italiane oltre al Negroni e allo Spritz: il Milano-Torino, considerato uno dei predecessori del Negroni, compare al 39° posto, mentre il Negroni Sbagliato entra per la prima volta nella classifica direttamente al 36°.
Il risultato complessivo è una fotografia interessante della cultura contemporanea del cocktail. Le mode cambiano, arrivano nuovi ingredienti e si moltiplicano le reinterpretazioni, ma alcuni drink continuano a superare le generazioni.
E in cima alla classifica mondiale, ancora una volta, c'è un italiano: il Negroni. Un secolo dopo la sua comparsa nei bar fiorentini, il mix di gin, bitter e vermouth continua a dimostrare che alcuni classici non passano davvero di moda.