Tutto è iniziato alla tenera età di 15 anni. Erica Garza si è trasformata gradualmente da una studentessa cattolica sicura di sé in una adulta con una passione per la pornografia, divenuta rischiosa a causa della proiezione di quelle scene nei suoi rapporti personali con gli uomini. Questo curriculum vitae, piuttosto insolito per una donna, ha portato la protagonista 35enne a raccontarsi davanti le telecamere.

Tutto iniziò nel periodo dell'adolescenza

L'ormai felicemente sposata Erica Garza, madre di una giovane figlia, descrive al New York Post con dovizia di particolari il misto di vergogna ed eccitazione sessuale che ha provato mentre guardava il "soft porn" nella Tv via cavo da adolescente.

Era 15enne quando iniziò, così ha scritto nel suo libro presentato al giornale Post. Si racconta di com'era allora, una ragazza tutta casa e chiesa e che soffriva di scoliosi. A causa del suo problema fisico portava un busto ortopedico che le causava disagio con i suoi compagni del liceo, questa sensazione non la faceva dormire facilmente la notte e rimaneva sveglia fino a tardi; così un giorno come un altro scoprì in televisione dei canali TV a luci rosse che venivano trasmessi in tarda serata.

Erica Gaza ebbe il suo primo rapporto intimo a 17 anni però comprese, dopo le prime esperienze, che non riusciva a soddisfarsi pienamente senza l'appoggio di film a luci rosse. Le scene preferite dalla ragazza in quel periodo erano quelle che ritraevano donne umiliate da uomini, tanti uomini, tra le mure di una fabbrica in disuso.

I suoi gusti piano piano divennero sempre più estremi. I film che visionava su siti pornografici raggiungibili tramite Internet, però, divennero nel tempo sempre meno appaganti; così la ragazza, dopo la laurea, fece diventare la sua vita sessuale più rischiosa. Si trasferì a Los Angeles, poi alle Hawaii, a Londra e New York, dove ovunque ha avuto rapporti intimi sfrenati e non protetti con estranei.

L'incontro con il marito

La passione con gli anni è diventata sempre più una dipendenza, Erica non riusciva più a concepire un rapporto intimo con uomo senza l'ausilio di emozioni forti derivanti dalla visione di scene hard. Verso i 30 anni però qualcosa è cambiato, ha conosciuto il suo futuro marito.

Anche con lui inizialmente visionava quei filmini fino al momento in cui il compagno non le ha chiesto il motivo di questa necessità e così si è aperta, raccontando della sua dipendenza. Grazie all'ausilio del marito, e a un percorso durato diversi mesi, la donna ha attenuato questa abitudine, anche se continua a guardarli ogni tanto.