Il Movimento 5 Stelle, a distanza di mesi dal debutto sulla scena politica parlamentare, resta al centro delle polemiche. Ancora una volta, però, non si discute di idee e programmi ma del botta e risposta tra Beppe Grillo e Stefano Rodotà, eletto candidato ideale del Movimento 5 Stelle alle "quirinarie" di Aprile.

Beppe Grillo, leader del Movimento, dopo aver "liquidato" la Gabanelli affila la penna sul suo blog contro Rodotà, reo di aver espresso pubblicamente il suo rammarico nei confronti delle dichiarazioni di Grillo sul flop alle amministrative.

Rodotà, che ha dichiarato di non essere stato sopreso dallo scarso risultato elettorale ottenuto dal Movimento 5 Stelle, ha infatti rimproverato al M5S di non essere riuscito ad andare oltre la rete. Colpa della parlamentarizzazione del Movimento secondo Rodotà, ovvero del passaggio dalla rete al Palazzo.

Peggio ancora, Stefano Rodotà ha rivolto una dura critica nei confronti di Grillo in particolare che, accusando gli elettori, ha perso l'occasione di comporre un'analisi lucida dei risultati elettorali delle amministrative.

Ma se Rodotà si aspettava un possibile flop del Movimento, di sicuro non poteva aspettarsi di essere definito da Grillo "un miracolato della rete", "sbrinato di fresco dal mausoleo in cui era stato confinato".

Sul suo blog Beppe Grillo si sfoga contro "i maestrini dalla penna rossa" che "vedono la pagliuzza negli occhi del M5S, pagliuzza che spesso non c'è neppure, e non hanno coscienza della trave su cui sono appoggiati". E continua: "mentono agli elettori, fanno inciuci, usano la fionda contro i passerotti e poi nascondono la mano".

Tra questi Pippo Civati (lo "sherpa" dei rapporti tra Pd e M5S), la Finocchiaro, Renzi (o meglio Renzie come lo chiama Grillo) e, naturalmente, lo stesso Rodotà che ha deciso di non commentare.

Folklore a parte, se proviamo a guardare al di là delle espressioni colorite, forse il senso dell'intervento di Grillo si può trovare nelle prime due righe del suo post, dove parla di "elezioni comunali parziali che storicamente, come qualsiasi asino sa, sono sempre state diverse come esito e peso rispetto a quelle politiche".

Quello che Grillo intende è racchiuso in un intervento precedente, in cui scrive: "il cosiddetto risultato disastroso di ieri consentirà a circa 400 consiglieri del M5S di entrare nelle municipalità, di fare proposte, operare da sentinella per i cittadini. È tanto? È poco? È comunque un risultato che consente al M5S di raddoppiare la sua presenza nei Comuni".

Nessun trionfo a febbraio, nessun tonfo a maggio dunque. Solo la speranza che il Movimento maturi come corpo politico a sé, liberandosi dalla bagarre quotidiana che aleggia tra i titoli delle maggiori testate giornalistiche nazionali e il blog di Grillo.