L’imposta municipale unica, nota ai più come l’imposta sulla casa è una tassa del sistema tributario italiano atta all’accorpamento di due imposte: l’IRPEF, imposta sul reddito delle persone fisiche, e l’ICI, imposta comunale sull’immobile. Fu introdotta dal governo Berlusconi IV il 23 marzo 2011 e poi agglomerata nel decreto Salva Italia del governo Monti il 6 dicembre 2011, tassando in prima persona l’abitazione principale.

Per abitazione principale, il decreto Salva Italia intendeva «l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente». In tale imposta vi sono da distinguere tra soggetti attivi dell'imposta: il Comune ( legge 24 dicembre 2012 n° 228 poi pubblicata in G.U. il 29 dicembre 2012) e lo Stato.

Secondo tale legge l'accertamento e la riscossione del tributo competono al Comune, cui spettano anche le somme così recuperate, gli interessi e le relative sanzioni. Secondo un recente studio dell’Anci, l’Imu è determinante per rimpinguare le casse comunali, ma secondo la stessa associazione i comuni hanno perso da queste rendite rispetto l’Ici quasi 10 miliardi di euro di entrate.

I soggetti passivi del tributo, invece, sono secondo l'art.

9 del d.lgs. nº 23/2011 del proprietario, ovvero il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie secondo le rispettive quote di possesso. Sono, ancora, soggetti passivi il locatario del bene immobile nel caso di locazione finanziaria e il concessionario nelle ipotesi di concessioni demaniali. L'importo della tassazione avviene applicando l'aliquota alla base imponibile, sottraendo dal risultato l'eventuale detrazione per l'abitazione principale.

Secondo l'art. 13, c. 12, d.l. 201/2011 il versamento dell'imposta dovuta è effettuato secondo le modalità prestabilite con provvedimento diretto del Direttore dell'Agenzia delle Entrate oppure con bollettino postale. Dal 12 aprile 2012 l'Agenzia delle Entrate ha provveduto a determinare le modalità di versamento del tributo, secondo modello F24 o mediante apposito bollettino postale.

Dunque questa è la storia dell’Imu, che verrà sospesa a giugno per permettere al governo una nuova legislazione fiscale che permetta di essere più leggera per le tasche del contribuente.

Il Pd, secondo il ministro per i rapporti con il parlamento Dario Franceschini, non intende eliminarla ma sospenderla, andando contro l’obbiettivo di Berlusconi e del Pdl che invece vorrebbero la soppressione dell’imposta. Quale sarà, dunque, il suo destino? Riusciranno i due partiti di maggioranza a concordare o si avvierà la prima crisi di governo? Nei prossimi giorni sapremo tutto.

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