La cioccolata non è stata così amara da almeno due anni. Come racconta il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine, rilanciato in Italia dal sito di Repubblica, un virus letale sta colpendo le piante delle fave di cacao. Inevitabile il calo della produzione e l'aumento dei prezzi. Dalle tavolette di cioccolata alle creme più famose, i prezzi sono destinati a lievitare. In Borsa a Londra nell'ultima settimana le fave di cacao sono state quotate 1771 sterline a tonnellata.

La cioccolata è comunque un prodotto che non conosce crisi, soprattutto in Germania rileva la Frankfurter Allgemeine, dove il consumo medio per ogni tedesco è arrivato a 9 chili e mezzo in un anno, con aumenti del 6,2 e 4,7 tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013.

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Di cacao però ce n'è sempre meno secondo l'allarme della Icco, l'organizzazione internazionale del Cacao. E' infatti di 52 mila tonnellate di cacao il deficit tra domanda e produzione, lo scorso anno sovrabbondante di 87 mila tonnellate. Delle fave di cacao si è interessata anche Credit Suisse che ha riscontrato aumenti nei consumi non solo in Europa e Nordamerica, ma anche in Brasile, India e Cina. Un fenomeno legato anche all'aumento del tenore di vita in mercati emergenti e a una variazione nei gusti più diffusi di quei paesi che tende sempre più verso il cioccolato fondente.

Il problema più grave per i produttori arriva da un virus, il swollen-shoot, che in Africa occidentale, zona che produce la maggior parte delle fave di cacao nel mondo, ha devastato quasi il 10% del raccolto. A tutto questo va aggiunto un periodo di siccità che non aiuterà ad aumentare le quantità a disposizione dei produttori: il rincaro dell'antidepressivo più apprezzato a ogni età è dietro l'angolo, ma sarà difficile vedere qualcuno rinunciare alla propria dose personale di cioccolata.

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