Quello tra il Presidente del Consiglio e i manager pubblici sarà il primo scontro a cui gli italiani assisteranno: uno dei tanti progetti riguardanti la spending review di Matteo Renzi riguarda proprio il tetto dei manager pubblici ed era inevitabile che arrivassero i primi commenti da parte dei diretti interessati che, ovviamente, respingono l'attuazione del provvedimento.


Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, è uno dei principali fautori della presa di posizione contro il neopremier: il dirigente ha avvertito che se la proposta dovesse diventare legge "buona parte dei manager se ne andrà via".
Da Bruxelles è arrivata la pronta risposta di Renzi, che ha cercato di gettare acqua sul fuoco, confidando nella comprensione, nell'intelligenza e nella saggezza di Mauro Moretti.


Certo, se si considera che il nome dell'ad di Ferrovie dello Stato era circolato persino come possibile ministro del governo Renzi, forse un pò di attrito tra i due c'era già in precedenza: Moretti attualmente guadagna circa 850.000 euro all'anno, ma ci tiene a far presente che il suo omologo tedesco guadagna più del triplo del suo stipendio. Del resto, spiega Moretti, il compenso è giustificato dal fatto di dover amministrare un'azienda che fattura circa dieci miliardi all'anno.


Vediamo quali sono gli stipendi dei principali manager pubblici italiani che Matteo Renzi intende rivedere:


  • Massimo Sarmi - Ad Poste italiane - €. 2.201.820
  • Giovanni Gorno Tempini - Ad Cassa Depositi e Prestiti - €. 1.035.000
  • Mauro Moretti - Ad Ferrovie dello Stato - €. 873.666
  • Domenico Arcuri - Ad Invitalia - €. 788.985
  • Pietro Ciucci - Amministratore Unico Anas - €. 750.000
  • Maurizio Prato - Presidente e Ad poligrafico della Zecca dello Stato - €. 601.370
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