Continuiamo con l'analisi del fattore-gas nella crisi in Ucraina: la parte precedente la potete leggere in Il ruolo del gas nella guerra globale tra Russia e Usa.

Per le altre parti di questo approfondimento su tutta la situazione: Crisi Ucraina e Crimea, una guerra globale tra Usa e Russia che coinvolge tutti.

Per il presente, nel caso le sanzioni verso la Russia portassero poi al blocco dei rifornimenti del gas che passa per l'Ucraina gestito da Gazprom, l'amministrazione Obama ha già detto tramite Ben Rhodes, vice consigliere per la sicurezza, che "discuteremo la diversificazione delle fonti, come fattore mitigante dell'impatto economico dei provvedimenti proposti".

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Il dipartimento dell'Energia di Washington ha autorizzato la Jordan Cove a esportare fino a 0,8 miliardi di piedi cubici di gas liquefatto al giorno, uno dei primi otto casi che consentiranno di inviare energia in Europa.

Poi saranno cruciali i prossimi 6/7 anni, dicono gli analisti, in quanto gli Usa e l'Ue dovranno sviluppare le tecnologie per il trasporto del gas americano da questa parte dell'Atlantico così da "liberare" l'Europa dalla dipendenza verso la Russia.

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Non si deve sottovalutare questo aspetto in quanto l'energia è il pilastro dell'industria, anzi della stessa vita quotidiana di milioni di persone, è un giro di affari di miliardi e miliardi di euro-dollari, un elemento fondante le strategie di medio-lungo termine di TUTTE le potenze mondiali.

Ovviamente Mosca non sta a guardare, anzi: sempre nei prossimi anni dovrebbe sviluppare la rete di metanodotti per portare il suo gas verso la Cina, suo attuale partner strategico ed economico nonchè immenso mercato in fase di crescita continua, sempre assetato di energia.

Dunque cosa centra l'Ucraina in tutto questo? Come detto nell'articolo su indicato sul controllo del paese, l'Ucraina è strategica per la sua posizione geografica (portare la Nato fino a Kiev vorrebbe dire "fare muro" di fronte la Russia) e per la produzione di grano, mentre per quel che riguarda il gas:

  • l'Europa ancora avrà bisogno del metano Gazprom per i prossimi anni, un gas che ha finanziato il regime di Putin ma anche sostenuto l'industria e le economie degli Stati dell'UE, tra cui Germania e Italia (ecco perchè l'Europa è più titubante sulle sanzioni a alla Russia): il transito nei gasdotti ucraini è fondamentale e la Crimea può per ora essere sacrificata per mantenere lo status quo sulle forniture
  • ma in realtà gli scopi di Washington sono due: 1) interrompere il rapporto Russia-UE sul gas per potersi inserire con le sue forniture, così da guadagnarci miliardi, legarsi ancor di più l'Europa, indebolire la Russia 2) gestire gli stessi giacimenti in Ucraina (39 trilioni di metri cubi di gas non ancora estratto), che grazie alle nuove tecnologie americane sono un potenziale immenso di guadagno e di energia

Come detto, le previsioni dicono circa sei-sette anni affinchè gli Usa costruiscano la rete di gasdotti in grado di portare il gas in Europa attraverso l'Atlantico e la Russia quelli verso la Cina: nel frattempo la battaglia si farà sull'Ucraina e le forniture all'Europa.

Nel frattempo però, dal 1 maggio le bollette del gas per famiglie e imprese in Ucraina aumenteranno del 40-50%, come detto dal premier ucraino ad interim filo-occidentaleYatsneyuk, ed è notizia del 1 aprile che Gazprom ha aumentato da 285 dollari a 385 dollari al metro cubo il prezzo del gas che fornisce all'Ucraina, annullando lo sconto che aveva accordato quando al potere c'era Yanukovic e con la possibilità a breve di salire a 480 dollari.

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