La trattativa sull'accordo per la fornitura di gas dalla Russia alla Cina che andava avanti da diversi anni, guarda caso potrebbe concludersi proprio durante la crisi Ucraina, e l'Europa si ritroverebbe a non essere più il principale acquirente. Un vantaggio o uno svantaggio per gli USA? Nella oramai appurata silenziosa continuazione della guerra fredda, sembra proprio che le due più grandi potenze mondiali si stiano spartendo il mondo in due parti e la Russia vorrebbe concludere l'accordo con la Cina per assicurarsi un mercato alternativo alla UE, altrimenti potrebbe subire gravi perdite future.

Aggiornamento: l'accordo sulla fornitura di gas dalla Russia alla Cina è stato firmato dai presidenti dei due gruppi, Zhou Jiping, a capo di China National Petroleum Corporation (CNPC), e Alexei Miller, CEO di Gazprom.

Putin e Xi Jinping hanno perfino siglato altri 49 contratti di cooperazione bilaterale.

Da una parte la Russia, che dopo aver conquistato militarmente la Crimea, si accinge ora a voler ripetere la stessa soluzione per l'Ucraina, oltre che ad assicurarsi nuovi fidati alleati in un contesto geopolitico ed economico, come la Cina.

Dall'altra gli USA, che seppur contenti che l'alleata Europa acquisterà probabilmente il gas americano, nutrono non poche preoccupazioni sulle possibili conseguenze di tutto quello che sta accadendo dall'altra parte del pacifico, affrettandosi a spingere una nuova alleanza con il Giappone.

Quello che la storia ci ha insegnato, sembra ripetersi e quasi ogni competitor pare stia tornando alle posizioni originali. Pare proprio che tutti gli attori si stiano preparando per una terza guerra mondiale.

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Ma se così non fosse, cosa che tutti speriamo, di certo la guerra economica, che non è mai cessata, continuerà all'infinito.

Sono infatti evidenti i messaggi subliminali diramati attraverso la stampa mondiale, del tipo: "Russia colonizzerà la Luna entro il 2030", oppure: "USA elabora un piano contro la spazzatura spaziale", o ancora l'annuncio da parte della Russia sull'intenzione di non continuare il progetto della vita sulla ISS. E la conseguente risposta statunitense che replica dichiarando che la ISS è attualmente gestita congiuntamente da USA, Russia, Europa, Giappone e Canada ma che nessuno dei partner può provocare la fine anticipata del progetto ritirandosi. Ma anche se la Russia dovesse ritirarsi, si ricorda che "nessun Paese partecipante al progetto è indispensabile sulla Stazione Spaziale Internazionale".

Una guerra che si sposta quindi nello spazio? Puo' essere, ma intanto la preoccupazione principale è sul futuro taglio del gas ai danni dell'Ucraina da parte della Russia, che sembra essere sempre più imminente, soprattutto perché, se non verranno saldati "i debiti", anche con aiuti Europei, la questione cadrà decisamente in un baratro nel quale non si potrà percepire il fondo.