Entra in vigoredal 30 giugno l'obbligo per imprese e professionisti di dotarsi di bancomat per i pagamenti oltre i 30 euro. L'obbligo è circoscritto ad imprese e professionisti con 200mila euro di fatturato.

Il tutto ha origine dal decreto pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» n.21 del 27 gennaio 2014, «Definizioni e ambito di applicazione dei pagamenti mediante carte di debito» firmato dal ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato di concerto con quello dell'Economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni, del precedente Governo a guida Letta.

Che cosa succede per chi non si adegua?



Fatta la legge trovato l'inganno: nessuna specifica sanzione viene, però, prevista riconducibile al mancato adeguamento.

Difatti è richiesto a imprese e professionisti di attivarsi con gli istituti di credito per la messa in opera della rintracciabilità elettronica e per valutare anche costi di attivazione del Pos, unitamente ai costi relativi al canone mensile e alle commissioni dovute su ogni transazione.

Ma qual è lo scopo di tale misura?



L'intento del Governo attraverso lo sviluppo di tale meccanismo di vendita/pagamento può rappresentare motivo di internazionalizzazione delle imprese oltre che un incentivo alla loro crescita. Inoltre l'utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici può diventare un efficace metodo per il contrasto all'evasione fiscale. La misura fa il paio al divieto di trasferire denaro contante per somme maggiori o uguali a mille euro.

Immancabili e puntuali le polemiche: ecco i punti di vista



La misura introdotta ha suscitato numerose polemiche da parte delle categorie interessate, poiché la si ritiene una norma costosa.

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Le associazioni dei professionisti chiedono una norma per l'azzeramento o al limite una riduzione sostanziale dei costi per l'attivazione dei Pos, i cui costi andrebbero ad esclusivo beneficio degli istituti di credito.

In assenza di una regolamentazione negozianti e professionisti potrebbero così aumentare prezzi e tariffe di prodotti e prestazioni per rifarsi dei costi, penalizzando i consumatori. E' questa la preoccupazione maggiore di Federconsumatori e Adusbef. L'eventuale rischio che i costi per dotarsi di Pos e per la gestione degli strumenti elettronici vengano scaricati sui cittadini, può essere una preoccupazione non lontana dalla realtà. Difatti da parte loro viene affermato "La misura rappresenta un grande passo avanti in termini di tracciabilità dei pagamenti e lotta all'evasione...ci auguriamo, però, che i costi ancora eccessivamente onerosi per dotarsi degli strumenti atti a ricevere pagamenti in moneta elettronica non siano scaricati in alcun modo sui prezzi e sulle tariffe".

Ci si augura che il Governo possa trovare anche misure atte a cautelare il cittadino, considerato il rischio reale che tale innovazione rappresenta.