Mentre alla Camera è passato l'emendamento del centrodestra e della Lega Nord sulla responsabilità civile dei magistrati, tra i nomi coinvolti nella maxi indagine della Procura di Trani per usura bancaria condotta dal sostituto procuratore Michele Ruggiero ci sono: Francesco Gaetano Caltagirone, Alessandro Profumo, Fabrizio Saccomanni, Giuseppe Mussari, Anna Maria Tarantola, Piergiorgio Peluso e i vertici di Banca di Roma, Bnl, Unicredit e Mps Banca popolare di Bari.

Il pm contesta il reato di usura bancaria continuata e aggravata ai danni dei clienti, privati e imprenditori di Bari. Scrive che, "con dolo individuale", i dirigenti di Bankitalia e del Tesoro "concorrevano moralmente con i vertici delle banche nei delitti di usura dagli stessi materialmente commessi precostituendo le condizioni per consentire a quelle banche di applicare alla clientela interessi sostanzialmente usurari".

Secondo l'indagine della Guardia di Finanza gli istituti bancari sotto inchiesta del barese avrebbero contravvenuto alle disposizioni della legge sull'usura calcolando attraverso una particolare formula algoritmica gli interessi del finanziamento in relazione al credito accordato e non, come richiede la legge, a quello effettivamente erogato e utilizzato dal cliente.

Gli interessi sui prestiti calcolati in questo modo sono risultati essere superiori alla soglia limite stabilita per legge sull'usura, soprattutto per determinate categorie di finanziamenti, come le anticipazioni sul c/c i quali sono risultati con "tassi soglia" superiori a quanto consentito dalla legge.

Immediate le smentite e le repliche al provvedimento della procura da parte dei portavoce di UniCredit, i quali hanno definito "infondato l'impianto accusatorio"; tuttavia hanno sottolineato di avere piena fiducia nella magistratura e che possa far luce e riconoscere l'assoluta correttezza dell'operato della banca.

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