La Ntv (Nuovo Trasporto Viaggiatori) potrebbe annunciare nelle prossime settimane la messa in mobilità di 300 dipendenti. Si tratta del 30 per cento del personale, il cui licenziamento non potrà non avere conseguenze sull'operatività dell'azienda, mettendo in forse il futuro dell'unico ambizioso progetto industriale avviato in Italia negli ultimi anni. La corsa di Italo, il treno ad alta velocità con il quale la Ntv di Montezemolo e Della Valle ha sfidato il monopolio pubblico nel trasporto su rotaia, sembra quindi destinato ad una brusca frenata.

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I CONTI DI NTV

L'aumento dei passeggeri da 2 a 6,2 milioni l'anno fatto registrare nell'arco dei due anni di esercizio, non sono finora bastati a Ntv per far quadrare i conti che fanno registrare debiti per 781 milioni di euro e perdite complessive per 156 milioni.

Le prime misure per fronteggiare la crisi, messe in atto alcuni mesi fa, prevedevano la revisione dei contratti con i fornitori, il taglio degli stipendi dei manager e contratti di solidarietà per i dipendenti, ma un decreto del ministro dello Sviluppo Federica Guidi rischia, secondo la denuncia di NTV, di dare il colpo di grazia alla concorrenza sulle rotaie italiane. Si tratta del decreto con il quale, a partire dal 2015, viene abolito il regime di tariffe agevolate per il consumo di energia elettrica; si tratta di agevolazioni introdotte nel 1963 per compensare l'esproprio delle centrali elettriche delle Ferrovie dello Stato a favore dell'Enel, la cui abolizione comporterebbe maggiori oneri per Ntv di 15-20 milioni di euro l'anno. Cifra che va ad aggiungersi ai 120 milioni pagati a Rfi per l'utilizzo della rete ad alta velocità.

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L'OSTILITA' DELLA POLITICA ALLA LIBERA CONCORRENZA

Ma è dall'inizio della sua attività che i manager di Ntv puntano il dito contro l'ostilità della politica verso l'affermarsi di un regime di libera concorrenza nel settore dei trasporti. La mancanza di un'Authority di settore ha finora impedito ai gestori di Italo di contrastare efficacemente l'ostruzionismo di Rfi, gestore della rete, e di Trenitalia sul posizionamento all'interno delle stazioni ferroviarie e la guerra sulle tariffe imposta dal concorrente Frecciarossa, forte di una posizione dominante, che si è rivelata un vero e proprio cappio al collo di Ntv, tanto da indurre la compagnia di Della Valle a ricorrere all'Antitrust. Per scongiurare il fallimento del progetto Italo e salvare il posto di 1000 dipendenti più altrettanti nell'indotto, sono necessari capitali e, soprattutto, l'intervento della politica che, per il momento, ha prodotto solo un twitter del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri "Siete quasi falliti, rischioso comprare i biglietti di Ntv". Poche parole ma sufficienti a dare la misura della reale volontà del mondo politico di superare il regime monopolistico del traporto ferroviario.